(…)

Abbiamo  simulato una distribuzione dei seggi con i risultati delle Europee: ipotizzando una coalizione di centrodestra, una di centrosinistra e il M5S, nessuno avrebbe la maggioranza. Ma il Pd ci andrebbe molto vicino.

E se si votasse con l’Italicum?

In quel caso il Pd avrebbe la maggioranza da solo e in Parlamento ci sarebbero praticamente solo 4 partiti (Pd, FI, M5S e Lega).

(…)

L’intero articolo su:

 

http://www.lastampa.it/2014/05/29/italia/politica/con-litalicum-maggioranza-tutta-pd-alla-camera-hop8DTumpV7DS8AEsK55BI/pagina.html

forconi2
la Repubblica

I ribelli dei forconi e i luoghi della vita

   (…)

Sono tante le colpe di chi ha lasciato gli impoveriti senza rappresentanza e senza futuro. “Troppo volgare è stato l’esodo della sinistra, di tutte le sinistre, dai luoghi della vita”, scrive Marco Revelli sul Manifesto del 12 dicembre, e pare di riascoltare l’economista Federico Caffè quando deprecava il “mito della deflazione risanatrice” e l’indifferenza dei politici, degli economisti, degli stessi sindacati, a chi questo mito lo pagava immiserendosi.
Gli adoratori del mito fanno capire che non c’è niente da fare: altra medicina non esiste. Mario Monti quand’era premier invitò addirittura a rassegnarsi: una generazione è perduta. La realtà è ancora più cupa, se pensiamo che in Italia i Neet (le persone che non lavorano né studiano-Not in Education, Employment or Training) sono il 27% fra i 15 e i 35 anni, non fra i 16 e i 25 come si calcola in altre democrazie: vuol dire che stiamo parlando ormai di due generazioni perdute, non di una sola.
C’è da fare invece, se si aprono gli occhi su quel che accade nei luoghi della vita (sono questi i “presìdi”), e non si trasforma la rivolta in mero affare di ordine pubblico. Se la sinistra non lascia alle destre il monopolio su una disperazione in parte poujadista e regressiva, in parte assetata di giustizia e uguaglianza di diritti. Se si tira la gente verso l’alto e non il basso; verso l’Europa da cambiare e non verso la bugia dell’assoluta sovranità nazionale. È un insulto al movimento bollarlo come fascista, ma anche abbracciarlo con euforica, ipocrita, e finta acquiescenza.

(…)


 Niente scuse.  Abitazioni, aziende, città, territori, possono tagliare le loro emissioni, bruciare meno risorse del pianeta, offrire alla collettivita’ servizi a alto valore aggiunto che rendano più sostenibile la vita.

Le tecnologie ci sono. Le risorse economiche, strano a dirsi, non  mancano.  Con il nuovo   programma europeo  Horizon 2020  saranno disponibili per il periodo 2014-2020  cinque  miliardi  di euro di finanziamenti  all’ innovazione  delle città italiane.  “Purtroppo, la sensazione è che il nostro sistema  non sia preparato a valorizzare questa grande possibilità  di spesa,  perché  mancano una moderna governance dell’innovazione e adeguati strumenti – dice il segretario di Anie Automazione, Marco Vecchio- che aiutino la partnership tra pubblico, privato e cittadinanza attiva . Lo dimostrano i numeri … : il tempo per usufruire dei fondi 2007-2013 sta per scadere, e l’Italia ne ha impegnati solo il 40% … “ .  Lunga la strada da fare sulla diffusione del concetto “smart city”. Ancora nel 2012, quattro italiani su dieci non ne avevano mai sentito parlare… Eppure sono comuni italiani circa la metà dei 5.200 aderenti al Patto dei sindaci, iniziativa lanciata nel 2008 dalla Commissione europea per ridurre di oltre il 20% le emissioni di CO2 entro il 2020.

(…)

Come si costruisce una città smart? … Per smart city si intende un modello urbano capace di garantire un’elevata qualità della vita e una crescita personale e sociale, ottimizzando risorse e spazi. Tutto parte dalla rete, che permette di raccogliere e trasmettere dati. (…) ottimizza (re) l’uso delle infrastrutture esistenti … l’efficienza energetica… abbattere costi e consumi, nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente… (…)

 

Sul fronte tecnologico l’Italia è pronta. Il problema è burocratico.

(…)

Il Sole 24 Ore, pag 5 - Una vera governance per utilizzare i fondi “ – 5 novembre 2013

 

(…)

L’Italia è una terra popolata da gente sola e disinformata, circondata da un mare di gente morta .

C’è in comune solo il terrore che nessuno arrivi in tempo a salvarti. Infatti le teste che decidono sono rivolte altrove. Sono riuscite a non notare, mentre avveniva, un disastro che stava provocando centinaia di morti. Sono riusciti a restare fermi mentre avveniva una strage di esseri umani nel mare italiano. Non parlo dei soccorritori, che hanno fatto ciò che era possibile oltre ogni limite. Parlo della mente di un paese malato, avvolto in una patologia di separazione dai fatti.

(…)

E c’è chi provvede, adesso, in Parlamento, a felicitarsi per tanti annegati, e a cogliere l’occasione per insultare il ministro dell’ Integrazione perché nera e la presidente della  Camera perché indignata.

 

L’intero articolo su:

Il Fatto Quotidiano, pag. 1 – “Lampedusa Italia” – 4 ottobre 2013

   (…)

Pigi Battista si illumina dinanzi alla Germania, che fa le grandi coalizioni senza chiamarle “inciuci”: forse perché inciuci non sono, mentre da noi sì. In Germania , se un politico finisce sotto inchiesta o in uno scandalo, anche per una fesseria, si dimette …  Anche perché a nessuno viene in mente di chiamare gli scandali e i processi “guerra civile”, né d’invocare ridicole “pacificazioni” fra guardie e ladri.

(…)

 

L’intero articolo su:

Il Fatto Quotidiano , pag. 1 – “Riotten und Battisten” – 25 settembre 2013

   (…)

Quando il 19 marzo del 2008 atterra a Roma Jean-Cyrille Spinetta, allora numero uno di Air France, per Alitalia si presentano buone notizie. La compagnia è alle soglie del fallimento, disertata dalla clientela, ma Spinetta rilancia: Air France è disposta a comprare Alitalia dal Tesoro per una somma  fra 2,5 e 3  miliardi di euro dei suoi debiti, in più si accolla i tre miliardi di euro dei suoi debiti e si impegna a investirne altri sei in dieci anni. Un’operazione da circa sei miliardi a beneficio delle casse dello Stato (circa le manovre Iva  più Imu di un anno), più altri sei in sviluppo futuro.

NON SE NE FARA’ NIENTE. La Cgil in Alitalia osteggia la fusione e Berlusconi sposta l’ago della bilancia puntando la campagna elettorale di allora sull’ “italianità”  della compagnia. Oggi tutti i protagonisti di allora sono costretti a sperare che la stessa Air France prenda il controllo di Alitalia con appena 150 milioni: venti volte meno del prezzo rifiutato cinque anni fa .

(…)

L’intero articolo su:

la Repubblica, pag. 9 – “Alitalia a un passo dalla svendita flop del piano Berlusconi-Passera costato 6 miliardi agli italiani”- 25 settembre 2013

 

 

 

(…)

Bambini e ragazzi chiamati a capire e scoprire cosa vuole dire la parità tra i sessi. Perché di fronte alla tragedia del femminicidio, e di tutte le nuove forme di razzismo, è da loro che bisogna ricominciare.

(…)

Così nelle scuole elementari di Torino… le “lezioni di genere” salgono in cattedra, il movimento è in realtà più   ampio, è fatto di genitori, insegnanti, educatori, che hanno deciso di reagire, preoccupati dalla  deriva “intollerante” delle generazioni più giovani. Quelle stesse che quando arriva l’adolescenza partecipano o subiscono le campagne su Facebook, dove il sesso è un’arma, e chiunque sia differente viene emarginato, con conseguenze a volte irreparabili.

(…)

In Francia l’hanno chiamato “Abcd de l’egalité”, un vero e proprio programma ministeriale per le scuole primarie, in Svezia sono ripatiti dagli asili, in Inghilterra dalle campagne contro i negozi di giocattoli troppo “sessisti”, in Italia molti licei organizzano spontaneamente corsi di “educazione di genere” .

(…)

L’intero articolo su:

la Repubblica, pag. 23 – “Ore 9, lezione anti violenza a scuola arrivano i corsi contro il femminicidio” – 24 settembre 2013

 

(…)

Non esistono più sovrani di diritto divino: il governo delle società non è per grazia di Dio, ma per volontà del popolo  o della nazione. Noi siamo immersi in questa visione orizzontale dei rapporti sociali. Ma ciò significa forse che non abbiamo  più bisogno di un “terzo unificante”, d’un punto di riferimento comune che stia sopra ciascuno di noi? Di una forza culturale che ci induca ad atteggiamenti solidaristici, ci muova a obiettivi comuni  … ? La  dimensione puramente intersoggettiva dei rapporti è sufficiente a creare legami nella vita concreta di individui che, per lo più, non si sono mai incontrati, faccia a faccia?   (… )

Questa è la questione decisiva per ogni vita sociale: “ senza conoscersi personalmente”. Come può esserci società, tra perfetti sconosciuti?  Qui entra in gioco “il terzo” astratto, il punto di convergenza trascendente.

(…)

Nella Enciclica Lumen  fidei (n.34), troviamo scritto risultare “chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro …” 

(…)

E, nella lettera a Eugenio Scalfari … il Papa indica la necessità di “cercare (…) le strade lungo le quali possiamo, forse, incominciare a fare un tratto di cammino insieme”. Non si dovrebbe parlare, per il Papa, “nemmeno per chi crede, di verità “assoluta”, nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione. Ora, la verità, secondo la fede cristiana, è l’amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Dunque, la verità è una relazione”.

In ogni spirito che s’ispira alla laicità e, al contempo, crede all’ utilità, anzi alla necessità che forze morali possano unirsi per combattere il materialismo nichilistico e autodistruttivo delle società basate sull’ egoismo mercantile, l’invito a “reimpostare in profondità la questione” suscita non solo interesse, ma perfino entusiasmo. La premessa è che il vero, il bene, il giusto esistono, che dunque non è insensato cercarli e cercarli insieme, ma che nessuno li possiede da solo, unilateralmente, onde possa imporli agli altri. Il centro del discorso è la coscienza e la sua insopprimibile libertà. Il vero , il bene, il giusto possono dipanarsi nella storia, senza mai, però, raggiungere la pienezza. Le tappe del cammino sono i giudizi che gli esseri umani pronunciano “in coscienza”. Per i credenti, la pienezza ci sarà, ma non ora, in “questo” tempo; per i non credenti, l’idea stessa d’una raggiungibile “pienezza” è senza significato. Tuttavia non è affatto privo di significato l’operare insieme per combattere la menzogna, il male, l’ingiustizia.

(…)

L’intero articolo su:

la Repubblica, pag 56- Il cammino in comune – 23 settembre 2013

http://triskel182.wordpress.com/2013/09/23/quel-cammino-in-comune-alla-ricerca-del-vero-bene-gustavo-zagrebelsky/

 

La lettera di Papa Francesco a Eugenio Scalfari:

http://www.repubblica.it/cultura/2013/09/11/news/sintesi_lettera_bergoglio-66283390/

 

 

L’intervista rilasciata da Papa Francesco al direttore Armando Spadaro  su “Civiltà Cattolica”

Quaderno intero. SCARICA GRATUITAMENTE IL QUADERNO N. 3918 CHE CONTIENE L’INTERVISTA A PAPA FRANCESCO -

www.laciviltacattolica.it

 

 

   (…)

Siamo al tramonto del bipolarismo?

“Magari, certo è che da vent’anni assistiamo ad un bipolarismo personalizzato che ha finito per distruggere ogni possibilità intermedia”

Che significa?

“Vuol dire che questo Paese è stato semplificato ad una riduzione eccessiva fra destra e sinistra. Ma non solo nella sfera politica. E ogni professionalità, ogni competenza, ogni genere di impegno non immediatamente riconducibile ai due schieramenti è divenuto meritevole di essere distrutto. Come dire  che i “terzisti” vanno banditi. Non è un caso che se in questi anni tanta gente si sia dileguata dall’impegno politico o più semplicemente di partecipazione”

Quando dice “terzisti” allude al centrismo politico?

“No, mi riferisco invece a chiunque … abbia la capacità e la determinazione di non appiattirsi sull’una o l’altra posizione e provi ad esprimere una collocazione terza. Ecco, il “terzista “ è destinato ad essere prima additato con sospetto ( della serie: ma questo che vuole? Ma questo a chi appartiene?) e poi indicato come qualcuno da eliminare, perché magari la sua pragmaticità o la sua empiricità sono malviste. Allora si scatena il tiro al piccione”.

Può fare qualche esempio ?

“La politica offre immagini più chiare. … Ma è in ogni ambito lavorativo che accade .., ogni qualvolta un professionista serio – un giornalista come un avvocato – tenti di prestare la propria opera obbedendo soltanto alla propria capacità e alle proprie convinzioni senza essere né fazioso, né schierato, né duro”.

Perché siamo giunti a questo punto?

“In un clima di forte contrapposizione bipolare la formazione della classe dirigente diventa estremamente fragile e labile. Vengono selezionati per l’appunto i più faziosi, i più schierati. Ma così non si fanno strada i migliori. Così non viene promossa l’intelligenza, né la competenza.  Non è tutto”

Prego

“C’è un altro  pericolo insito in questo bipolarismo così esasperato. Mi riferisco alla violenza dell’urlo . (…)

E a suo avviso il caos è la spia della violenza dell’urlo?

“in un certo senso sì: voglio dire che … finiamo per fermarci alla frammentarietà dei dati … ma non riusciamo ad avere una visione di scenario. Faccio un … esempio : … prenda il Def, c’è un elenco di dati, manca una visione di scenario. E invece noi non possiamo inseguire il dato: al massimo potremo dire che forse la recessione è finita.Ma abbiamo la necessità di comprendere più nel profondo quanto accade, per fare questo avremmo bisogno di uscire dal bipolarismo esasperato, avremmo necessità dell’opera di professionisti e pensatori “terzisti”.

(…)

L’intera intervista su:

Il Mattino, pag 3 – “De Rita: Stop al bipolarismo esasperato, liberiamo l’energia dei terzisti non schierati” – 20 settembre 2013

 

(…)

… a chi si interroga sul perché del dialogo tra cristiani e laici, occorre rispondere che il dialogo é la via umana , condivisa dunque da tutti, “credenti” e “non credenti”, di costruire insieme un senso; è metodo (meth-odos) che diventa sinodo ( syn-odos), cammino fatto insieme. E cercare insieme la verità.

Il dialogo è spazio sostitutivo della violenza elaborato mediante quella facoltà solamente umana che è la parola e di cui, a partire da Socrate, non mancano certo esempi nella tradizione culturale occidentale anche fuori del cristianesimo. Il dialogo, dunque, va praticato come via di costruzione di un mondo che crede alla forza della parola e rifiuta di affidarsi alla parola della forza.

(…) Un vescovo di Roma, che ha potestà e autorevolezza sull’intero orbe cattolico, dialoga direttamente con il fondatore ed editorialista di un quotidiano laico che ha sede a Roma.

Che la Chiesa cattolica volesse, anche nella sua istanza suprema che è il concilio ecumenico, aprirsi al dialogo con il mondo contemporaneo, lo sappiamo fin dal Vaticano II e della sua  costituzione Gaudium et spes, cioè da quasi cinquant’anni.

(…)

Ma un conto sono le commissioni, gli incontri ufficiali tra esperti, i documenti elaborati insieme, un altro conto sono i dibattiti negli spazi pubblici, le “cattedre” create nelle grandi città, i “cortili dei gentili” aperti ai pensatori di ogni scuola e , da ultimo, lo scambio diretto sui media tra il Papa stesso e un autorevole giornalista.

La novità più grossa resta che,… si sia passati dal dibattito accademico e dal reiterato auspicio della necessità del dialogo, al dialogo vero e proprio, all’ascolto delle domande dell’altro e alle risposte … Per questo dicevo che il difficile viene adesso: perché ormai non basta più dire che si vuole il dialogo, bisogna anche attuarlo, accettando di confrontarsi …

(…)

L’augurio è che ciascuno di noi, nelle semplici realtà quotidiane in cui si ritrova, possa riprendere e proseguire questo dialogo. Un confronto che non è riservato agli specialisti, perché riguarda la vita. E ciascuno di noi è uno specialista, un esperto della vita. Ciascuno di noi ne conosce il valore e i  limiti, sa cosa sia per lui e per quanti ama il vivere; il con-vivere, il  morire. Ciascuno di noi sa anche cosa significhi camminare sulle strade della vita e come il camminare insieme possa aiutare a compiere passi che, intrapresi in solitudine, avrebbe considerato impossibili.

L’intero articolo su:

 

http://www.repubblica.it/la-repubblica-delle-idee/polis/2013/09/16/news/quando_credenti_e_non_credenti_cercano_insieme_la_verit-66634822/

© 2014 Circolo di Roma Suffusion theme by Sayontan Sinha