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Ieri … la frettolosa… decisione delle commissioni Esteri e Difesa di allinearsi – senza il voto del Parlamento – agli Stati Uniti inviando armi ai peshmerga curdi contro i jihadisti sunniti dell’ Isis …

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Ricordate Abdullah Öcalan? Sbarcò in Italia dalla Russia nel ‘98, sotto il governo D’Alema con l’appoggio dei Comunisti italiani: leader del Pkk, il partito indipendentista dei curdi di Turchia, chiese asilo politico a Roma. Ma, su pressione di Usa e Turchia che lo consideravano un terrorista, fu spedito in Kenya e lì catturato dai servizi di Ankara… Ora altro contrordine: i curdi non sono più terroristi, ma di nuovo combattenti per la libertà (…)

L’intero articolo su:

http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/marco-travaglio-sul-fatto-quotidiano-alla-fiera-dellest-1952884/

 

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“…vi sono trasformazioni colossali in atto nel mondo della Chiesa cattolica”. Che ormai confluisce sulle posizioni del diritto positivo proprie dei laici: “In sostanza Francesco dice che non possiamo rimanere impotenti di fronte a queste stragi quotidiane. Ma lo fa con termini non dissimili da quelli che usava Bobbio. Ed è anche il grande realismo di un papa gesuita che percepisce il tramonto dell’Occidente”.

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L’intera intervista su:

http://www.repubblica.it/esteri/2014/08/20/news/cacciari_le_parole_del_papa_su_guerra_e_pace_una_svolta_radicale_per_la_chiesa_cattolica-94135372/

governorenzi
la Repubblica

La Costituzione e il governo stile executive

 

La maggioranza deve essere prona, l’opposizione spuntata, le Camere sotto la sferza come vecchi ronzini ai quali si detta addirittura l’andatura (il “timing”) e il percorso (la “road map”). Il presidente del Consiglio usa un linguaggio sprezzante nei confronti di chi non ci sta (“ce ne faremo una ragione”; “asfalteremo”; “piaccia o non piaccia”, “porteremo a casa”, ecc.). La qualità del linguaggio è un segno spesso più eloquente di tanti discorsi programmatici. È la soglia dalla quale ci si può affacciare per vedere senza schermi l’animo altrui. Il ministro per le riforme, a completamento dei segnali rivolti a chi deve intendere, ha ammesso che, in un secondo momento si aprirà la questione del presidenzialismo, che da tempo cova sotto la cenere.

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… a seguito delle critiche. L’uomo era chiaramente sbalordito, non riusciva a rendersi conto dell’enormità di quanto aveva detto. Lì è il problema. 

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Ha cercato di cavarsela puntando sulla normalità delle sue parole. Normali  nell’ambiente da lui frequentato evidentemente… Concordo con chi lo ha difeso  dicendo che quello di Tavecchio non è razzismo. Infatti è  un’altra cosa, per certi aspetti peggiore : è inconsapevolezza. La sua visione del mondo non gli permette di capire d’aver usato un’espressione spregevole. La sua conoscenza dell’italiano s’è fermata molti passi prima.

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L’intera lettera su:

la Repubblica, rubrica delle lettere , pag.28 – Se all’insulto segue lo stupore – 1 agosto 2014

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Quali sono, concretamente, gli aspetti sui quali state lavorando insieme, voi e il Governo italiano?

C’è un tema di fondo, più concettuale e generale, che riguarda l’utilizzo di tutte le possibili flessibilità delle regole europee con la volontà di coniugare crescita e gestione seria dei conti pubblici. E ce n’è un secondo, più specifico, che concerne la necessità di far ripartire gli investimenti, con quelli pubblici che facciano da leva a quelli privati. A cominciare dal credito, che deve essere più disponibile e a tassi più bassi, per le piccole e medie imprese, dalle quali può venire il maggior contributo al rilancio dell’occupazione. La Bce ha preso delle decisioni importanti e positive. Ora bisogna fare in modo che si traducano in finanziamento alle imprese.

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L’intera intervista su:

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-07-31/correggiamo-assieme-linea-tedesca-063917.shtml

 

  “… quello che è grave è che permane una certa mafiosità di comportamento che consente alla mafia di cercare una strada per tornare al potere “

Che cos’è la mafiosità, sindaco?
“È la Zisa che si ferma per i funerali di un boss, come avvenuto a marzo scorso dopo l’agguato mortale al padrino Giuseppe Di Giacomo. È la Madonna che si inchina davanti alle pompe funebri della famiglia D’Ambrogio. Ma è anche la movida senza regole con gli abusivi che invadono le piazze del centro storico e veicolando il diritto al divertimento dei ragazzi  -  che troppo ingenuamente rischiano di cascarci  -  impongono il controllo del territorio. Sono i posteggiatori abusivi che pian piano con le pedonalizzazioni stiamo cercando di mettere all’angolo. È arroganza, prepotenza, strafottenza. Un atteggiamento persistente di disprezzo delle regole, un terreno fertile che consente alla mafia di poter operare”.

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“…sono convinto che la mafia oggi non sia più al potere come lo era negli anni Ottanta,… Ma ho un timore: quello che si crei un blocco sociale che mette insieme mafiosità, leggerezza, indifferenza e disagio sociale. Un blocco sociale che per la mafia è linfa vitale e del quale potrebbe servirsi per tentare di tornare al comando”.

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L’intera intervista su:

http://www.repubblica.it/politica/2014/07/30/news/orlando_clan_arroganti_puntano_a_creare_un_nuovo_blocco_sociale-92741376/index.html


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Le folle che si accalcano davanti alla Gioconda e ignorano i Leonardo della sala lì accanto e l’accanimento fotografico che sostituisce lo sguardo sono fratelli: due declinazioni della fretta, di una concezione del museo come esperienza di consumo, di una stessa rinuncia alla riflessione. Vi sono rimedi?

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Se arrestare la valanga di selfie pare difficile, sarà possibile diffondere una cultura della lentezza che nell’osservazione dell’opera d’arte veda un’occasione di riflessione e di crescita civile? È immaginabile mettere in rete i tour operator e indirizzare i flussi turistici non solo su poche destinazioni iconiche, ma sulla trama minuta dei monumenti, delle città, dei musei?

A queste domande nessuno si aspetta più risposte dirimenti dall’Italia, che pure è il Paese con la più nobile tradizione museografica, con le più antiche norme di tutela, prescritta dalla Costituzione nell’art. 9, sempre celebrato e mai pienamente attuato.

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Ma la colpevole insistenza sul turismo come ragione ultima delle cure dovute al nostro patrimonio culturale trascura il solo punto essenziale: quel patrimonio non è dei turisti, ma dei cittadini; è “nostro” a titolo di sovranità (questo dice la Costituzione), è consustanziale al diritto di cittadinanza, serbatoio di energie morali per costruire il futuro. L’Italia ha su questo fronte un diritto di primogenitura, ma pare decisa a rinunciarvi. 

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L’intero articolo su:

la repubblica , pag. 26 – Se troppo successo  fa male al museo – 30 luglio 2014

http://rifondazionecomunistatadino.blogspot.it/2014/07/se-troppo-successo-fa-male-al-museo.html

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… non stiamo parlando di una qualsiasi legge di riforma, ma del cambiamento della Costituzione.

Ora si discute nella bagarre, e i fraintendimenti continuano. Il dibattito sul modo in cui si vuole uscire dal bicameralismo perfetto è inquinato dalla volontà di considerare la riforma del Senato come una partita a sé, un luogo dove piantare la bandierina del vincitore, e non come un tassello del complessivo sistema costituzionale e dei suoi necessari equilibri.
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L’intero articolo su:
la Repubblica, pag. 27 – Quella bagarre sulle riforme – 30 luglio 2014
  Paolo De Ioanna – 21 luglio 2014

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La discussione critica ed attiva sulla funzione cruciale degli investimenti pubblici, nazionali ed europei, nelle reti, nelle infrastrutture e nella innovazione, che … creano le condizioni della crescita deve superare le secche di una discussione sterile tra austerità e rigore; si tratta di scorporare dal patto di stabilità gli investimenti certificati da una valutazione comunitaria: opportunamente supportati da scelte democratiche dei parlamenti e da analisi tecniche di burocrazie che sanno a chi rispondono. A meno che si desideri la prevalenza di burocrazie tecniche indipendenti sulle scelte democratiche.

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L’intero articolo su:

La Repubblica, Affari &Finanza, pag. 1 - “Divergenze europee il paradosso della razionalità – Errori della tecnocrazia chance per la democrazia”- Paolo de Ioanna – 21 luglio 2014

http://www.liberiamoci.org/uploads/news/rassegna/4225828.pdf

 

Francesco Saraceno – 23 luglio 2014

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… il tema dell’investimento pubblico sembra tornato d’attualità. Come sostenuto da Larry Summers, i tassi di interesse ai minimi storici rendono il rendimento atteso degli investimenti in infrastrutture per gli Stati Uniti particolarmente elevato. Questo è ancora più vero per la zona euro, che ha un debito inferiore ( 94% del Pil). Idealmente si dovrebbe avviare un vasto piano di investimenti pubblici a livello europeo, per esempio in progetti di transizione energetica, finanziati da debito comune. Questo non accadrà… per l’opposizione della Germania … E’ difficile immaginare che un programma di investimento pubblico della dimensione necessaria alla ripresa possa essere messo in cantiere senza uno strappo politico e istituzionale. I due paesi che hanno rilanciato il tema dell’investimento, Francia e Italia, dovrebbero accogliere quanti più paesi possibile e  annunciare che le prossime leggi di stabilità conterranno progetti di investimento pubblico coordinati e significativi (dell’ordine  dell’ 1-2% del Pil) , in settori strategici… Se si riuscisse a federare un numero sufficiente di paesi attorno a questa iniziativa, l’inevitabile sforamento dei vincoli  di bilancio pubblico non sarebbe percepito come una furbata, ma come un estremo tentativo di sfuggire alla spirale deflazionistica che strangola l’Europa.In quanto tale, lo strappo sarebbe politicamente difficile da sanzionare da parte della Commissione.

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L’intero articolo su:

Il Sole 24 Ore, pag. 19 – Un piano europeo di investimenti pubblici- 23 luglio 2014

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-07-23/un-piano-europeo-investimenti-pubblici-063920.shtml

 

 

 

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lug 182014

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