(…)

Quali sono, concretamente, gli aspetti sui quali state lavorando insieme, voi e il Governo italiano?

C’è un tema di fondo, più concettuale e generale, che riguarda l’utilizzo di tutte le possibili flessibilità delle regole europee con la volontà di coniugare crescita e gestione seria dei conti pubblici. E ce n’è un secondo, più specifico, che concerne la necessità di far ripartire gli investimenti, con quelli pubblici che facciano da leva a quelli privati. A cominciare dal credito, che deve essere più disponibile e a tassi più bassi, per le piccole e medie imprese, dalle quali può venire il maggior contributo al rilancio dell’occupazione. La Bce ha preso delle decisioni importanti e positive. Ora bisogna fare in modo che si traducano in finanziamento alle imprese.

(…)

L’intera intervista su:

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-07-31/correggiamo-assieme-linea-tedesca-063917.shtml

 

  “… quello che è grave è che permane una certa mafiosità di comportamento che consente alla mafia di cercare una strada per tornare al potere “

Che cos’è la mafiosità, sindaco?
“È la Zisa che si ferma per i funerali di un boss, come avvenuto a marzo scorso dopo l’agguato mortale al padrino Giuseppe Di Giacomo. È la Madonna che si inchina davanti alle pompe funebri della famiglia D’Ambrogio. Ma è anche la movida senza regole con gli abusivi che invadono le piazze del centro storico e veicolando il diritto al divertimento dei ragazzi  -  che troppo ingenuamente rischiano di cascarci  -  impongono il controllo del territorio. Sono i posteggiatori abusivi che pian piano con le pedonalizzazioni stiamo cercando di mettere all’angolo. È arroganza, prepotenza, strafottenza. Un atteggiamento persistente di disprezzo delle regole, un terreno fertile che consente alla mafia di poter operare”.

(…)

“…sono convinto che la mafia oggi non sia più al potere come lo era negli anni Ottanta,… Ma ho un timore: quello che si crei un blocco sociale che mette insieme mafiosità, leggerezza, indifferenza e disagio sociale. Un blocco sociale che per la mafia è linfa vitale e del quale potrebbe servirsi per tentare di tornare al comando”.

(…)

L’intera intervista su:

http://www.repubblica.it/politica/2014/07/30/news/orlando_clan_arroganti_puntano_a_creare_un_nuovo_blocco_sociale-92741376/index.html


(…)

Le folle che si accalcano davanti alla Gioconda e ignorano i Leonardo della sala lì accanto e l’accanimento fotografico che sostituisce lo sguardo sono fratelli: due declinazioni della fretta, di una concezione del museo come esperienza di consumo, di una stessa rinuncia alla riflessione. Vi sono rimedi?

(…)

Se arrestare la valanga di selfie pare difficile, sarà possibile diffondere una cultura della lentezza che nell’osservazione dell’opera d’arte veda un’occasione di riflessione e di crescita civile? È immaginabile mettere in rete i tour operator e indirizzare i flussi turistici non solo su poche destinazioni iconiche, ma sulla trama minuta dei monumenti, delle città, dei musei?

A queste domande nessuno si aspetta più risposte dirimenti dall’Italia, che pure è il Paese con la più nobile tradizione museografica, con le più antiche norme di tutela, prescritta dalla Costituzione nell’art. 9, sempre celebrato e mai pienamente attuato.

(…)

Ma la colpevole insistenza sul turismo come ragione ultima delle cure dovute al nostro patrimonio culturale trascura il solo punto essenziale: quel patrimonio non è dei turisti, ma dei cittadini; è “nostro” a titolo di sovranità (questo dice la Costituzione), è consustanziale al diritto di cittadinanza, serbatoio di energie morali per costruire il futuro. L’Italia ha su questo fronte un diritto di primogenitura, ma pare decisa a rinunciarvi. 

(…)

L’intero articolo su:

la repubblica , pag. 26 – Se troppo successo  fa male al museo – 30 luglio 2014

http://rifondazionecomunistatadino.blogspot.it/2014/07/se-troppo-successo-fa-male-al-museo.html

(…)
… non stiamo parlando di una qualsiasi legge di riforma, ma del cambiamento della Costituzione.

Ora si discute nella bagarre, e i fraintendimenti continuano. Il dibattito sul modo in cui si vuole uscire dal bicameralismo perfetto è inquinato dalla volontà di considerare la riforma del Senato come una partita a sé, un luogo dove piantare la bandierina del vincitore, e non come un tassello del complessivo sistema costituzionale e dei suoi necessari equilibri.
(…)
L’intero articolo su:
la Repubblica, pag. 27 – Quella bagarre sulle riforme – 30 luglio 2014

  (…)

“Far ripartire l’edilizia serve, ma non quella del secolo scorso, quella del futuro, legata al recupero, non certo a nuovo consumo di territorio. Buona parte del  patrimonio edilizio è di bassissima qualità”

(…)

L’intera intervista su:

la Repubblica, pag 14 – Semplificare è importante per riqualificare gli edifici non per fare nuove case – 29 luglio 2014

http://www.partitodemocratico.it/doc/270490/realacci-semplificare-importante-per-riqualificare-gli-edifici-non-per-fare-nuove-case.htm

 

  Paolo De Ioanna – 21 luglio 2014

(…)

La discussione critica ed attiva sulla funzione cruciale degli investimenti pubblici, nazionali ed europei, nelle reti, nelle infrastrutture e nella innovazione, che … creano le condizioni della crescita deve superare le secche di una discussione sterile tra austerità e rigore; si tratta di scorporare dal patto di stabilità gli investimenti certificati da una valutazione comunitaria: opportunamente supportati da scelte democratiche dei parlamenti e da analisi tecniche di burocrazie che sanno a chi rispondono. A meno che si desideri la prevalenza di burocrazie tecniche indipendenti sulle scelte democratiche.

(…)

L’intero articolo su:

La Repubblica, Affari &Finanza, pag. 1 - “Divergenze europee il paradosso della razionalità – Errori della tecnocrazia chance per la democrazia”- Paolo de Ioanna – 21 luglio 2014

http://www.liberiamoci.org/uploads/news/rassegna/4225828.pdf

 

Francesco Saraceno – 23 luglio 2014

(…)

… il tema dell’investimento pubblico sembra tornato d’attualità. Come sostenuto da Larry Summers, i tassi di interesse ai minimi storici rendono il rendimento atteso degli investimenti in infrastrutture per gli Stati Uniti particolarmente elevato. Questo è ancora più vero per la zona euro, che ha un debito inferiore ( 94% del Pil). Idealmente si dovrebbe avviare un vasto piano di investimenti pubblici a livello europeo, per esempio in progetti di transizione energetica, finanziati da debito comune. Questo non accadrà… per l’opposizione della Germania … E’ difficile immaginare che un programma di investimento pubblico della dimensione necessaria alla ripresa possa essere messo in cantiere senza uno strappo politico e istituzionale. I due paesi che hanno rilanciato il tema dell’investimento, Francia e Italia, dovrebbero accogliere quanti più paesi possibile e  annunciare che le prossime leggi di stabilità conterranno progetti di investimento pubblico coordinati e significativi (dell’ordine  dell’ 1-2% del Pil) , in settori strategici… Se si riuscisse a federare un numero sufficiente di paesi attorno a questa iniziativa, l’inevitabile sforamento dei vincoli  di bilancio pubblico non sarebbe percepito come una furbata, ma come un estremo tentativo di sfuggire alla spirale deflazionistica che strangola l’Europa.In quanto tale, lo strappo sarebbe politicamente difficile da sanzionare da parte della Commissione.

(…)

L’intero articolo su:

Il Sole 24 Ore, pag. 19 – Un piano europeo di investimenti pubblici- 23 luglio 2014

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-07-23/un-piano-europeo-investimenti-pubblici-063920.shtml

 

 

 

GAZA STRIP

Opinioni & Idee Commenti disabilitati
lug 182014


L’abbattimento … di un aereo della Malaysia Airlines … riporta d’improvviso l’attenzione su un conflitto che si stava nascondendo dietro una routine quasi burocratica …

(…)

Oscurato dall’acutizzarsi della crisi di Gaza …    Oscurato dai litigi sulle nomine del nuovo vertice dell’ Unione europea, dal declino domestico di Obama e perfino dalla vittoria della Germania nei mondiali di calcio.

Eppure i morti continuavano a essere a centinaia nelle file dell’esercito regolare ucraino e di quello irregolare russo.

(…)

Ora è molto difficile- come lo fu a lungo nei Balcani- stabilire chi è il carnefice nel rimpallo di accuse tra ucraini fedeli a Kiev e ucraini fedeli a Mosca.

(…)

Quale che sia  la verità, una cosa è certa. La diplomazia internazionale non potrà continuare a considerare la guerra russo-ucraina , come il solito “business” che non la riguarda di fronte a 295 morti e ( secondo le fonti dei separatisti russi sul posto) tanti corpi di bambini sparsi nei verdi campi dei “minatori”.

(…)

Di fronte questa Srebrenica aerea … l’Occidente deve prendere un’iniziativa … Ma chi può farlo? Gli Stati Uniti sempre più ripiegati su se stessi … ? L’Unione europea, così impegnata a litigare su come distribuire le poltrone  della Commissione e gli incarichi per l’Alta (?) autorità per la politica estera ?

(…)

L’intero articolo su:

la Repubblica, pag.29 – Sulla trincea d’Europa – 18 luglio 2014


«Renzi in cambio del voto a Juncker ottenga la modifica dei Trattati: solo escludendo dal Patto il cofinanziamento italiano ai programmi Ue potrà varare investimenti, rilanciare l’occupazione e uscire dalla crisi. Sarebbe quello il vero Jobs Act». Il consiglio arriva da Andrea Del Monaco, esperto di fondi strutturali europei, già consulente del secondo governo Prodi.

 

(…)

Renzi ha dichiarato che «il mancato uso dei fondi europei grida vendetta».
«Renzi sia coerente. E usi bene i programmi 2007-2013 che il suo governo gestisce con Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Sono 4,9 miliardi di programmi cofinanziati nelle regioni convergenza da spendere entro il prossimo anno».

Può farci alcuni esempi di dotazioni da spendere entro il 2015?
«Il ministro Giannini ha 1.684,5 milioni del Pon Ricerca e Competitività: potrebbe far tornare i ricercatori meridionali fuggiti all’estero e bloccare la fuga di quelli che continuano ad andarsene. Lupi ha 1.134,5 milioni del Pon Reti e Mobilità: potrebbe estendere l’alta velocità fino a Lecce o concludere la Salerno-Reggio Calabria. Franceschini ha 381 milioni del Pon Attrattori Culturali: potrebbe pagare la conservazione di Pompei. Galletti ha 479,4 milioni per le Rinnovabili. Sempre la Giannini ha 710 milioni dei due Pon Istruzione: potrebbe riqualificare gli edifici scolastici. Alfano ha 325,6 milioni del Pon Sicurezza: potrebbe digitalizzare gli atti giudiziari di tutte le Procure».

Cosa dovrebbe fare Renzi?
«Ciò che chiede la Ue. Il 10 marzo la Commissione in 45 pagine di Osservazioni ha sollecitato una “procedura di verifica” del personale delle autorità di gestione dei fondi Ue. Lo abbiamo fatto? No, le raccomandazioni Ue del 2 giugno ci riprendono su questo. Da qui occorre partire per recuperare credibilità».

L’intera intervista su:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ci-sono-26-miliardi-fondi-ue-governo-non-sa-spenderli-1038334.html

 


“Juncker ha concesso il massimo possibile. Ha richiamato le regole di bilancio perché formalmente non poteva fare altrimenti, ma ha dato una serie di sostanziali aperture perché l’Europa sostenga la crescita” Nouriel Roubini si associa a quanti giudicano favorevolmente il discorso del neo-presidente della commissione Ue.

(…)

“Con il governo italiano si è aperto un gioco di equilibri: tu, dice Juncker, vai avanti con le riforme, io ti darò una flessibilità condizionata e attentamente misurata. Noi, ribatte renzi, ti appoggiamo ma stai  attento a darcela  sul serio, questa  flessibilità.

(…)

“… Comunque Juncker è stato esplicito su  quattro punti ”

Quali ?

“Primo: i salari minimi europei … per mettre uno stop alla caduta dell’inflazione …

Secondo: i Paesi che stanno facendo uno sforzo di riforma devono ricevere incentivi finanziari …

Terzo: i 300 miliardi di piano sono davvero un grosso impegno, specie se si guarda ai settori d’investimento come l’energia…

Quarto: non affamiamo i Paesi, attenzione all’impatto sociale dei  salvataggi”

(…)

L’intera intervista su:

la Repubblica, pag. 5 – “C’è un patto implicito tra Jean- Claude e Renzi più riforme più flessibilità” – 16 luglio 2014

 

© 2014 Circolo di Roma Suffusion theme by Sayontan Sinha