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	<title>Circolo di Roma &#187; Cronache</title>
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	<description>La Costituzione ti difende. Difendi la Costituzione.</description>
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		<title>ECCO COME E&#8217; MORTO SAIDOU- CHE SIA FATTA CHIAREZZA &#8211;  8 novembre 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 11:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
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		<description><![CDATA[IL VIDEO  FISSA LA SCENA E I TEMPI.



Saidou Gadiaga, 37 anni, senegalese morto  dopo un attacco d&#8217;asma in una cella della caserma Masotti a Brescia.  Grida per chiedere aiuto, picchia le mani contro la porta della cella.. &#8230; Quando  il carabiniere  lo fa uscire, inizia una lenta, atroce agonia &#8230; Nessun militare interviene. Lo lasciano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL VIDEO  FISSA LA SCENA E I TEMPI.</p>
<div>
<div><a href="http://www.leggo.it/" target="_blank"><img src="http://ms2.iol.it/img_news_org/3/8/0/19899083.jpg" alt="LeggoOnline" width="558" height="417" border="0" /></a></div>
</div>
<p><strong>Saidou Gadiaga</strong>, 37 anni, senegalese morto  dopo un attacco d&#8217;asma in una cella della caserma Masotti a Brescia.  Grida per chiedere aiuto, picchia le mani contro la porta della cella.. &#8230; Quando  il carabiniere  lo fa uscire, inizia una lenta, atroce agonia &#8230; Nessun militare interviene. Lo lasciano lì, da solo, con la morte che lo sta strappando via dalla porta di ferro  alla quale si aggrappa mentre a fatica si toglie i vestiti e tira fuori lo spray dalla tasca dei pantaloni, in un ultimo, inutile, tentativo di riuscire a respirare.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Gadiaga viene arrestato&#8230; perchè sprovvisto del permesso di soggiorno e già raggiunto da provvedimento di espulsione. Se lo avessero fermato 13 giorni dopo- quando anche l&#8217;Italia recepisce la normativa europea sui rimpatri che annulla il reato di inottemperanza al provvedimento di espulsione- le manette non sarebbero scattate. Ma tant&#8217;è.(&#8230;)</p>
<p>Gadiaga  è un paziente asmatico. I carabinieri lo sanno perchè ha subito mostrato il certificato medico.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Il consolato del Senegal, da parte sua, promette che andrà fino in fondo <strong>per chiedere che sia fatta chiarezza.</strong></p>
<p>Stralci tratti da : &#8220;Ecco come hanno lasciato morire Saidou&#8221;  di Paolo Berizzi</p>
<p> <strong>L&#8217; articolo intero su:</strong></p>
<p>http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/11/08/news/ecco_come_hanno_lasciato_morire_saidou_in_video_l_agonia_in_caserma_del_senegalese-24625620/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L’ULTIMA PARTITA DEL GOVERNO BERLUSCONI SI GIOCA SUI CONTI DELLO STATO, SOTTOPOSTI AL DURO  GIUDIZIO DEI MERCATI  &#8211;  IL PASSO INDIETRO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, PREANNUNCIATO VIA INTERNET…, HA ACCESO LA BORSA, CHE È ARRIVATA A GUADAGNARE ANCHE IL 3%</title>
		<link>http://lnx.leg-roma.org/wp-3_2_1/2011/11/l%e2%80%99ultima-partita-del-governo-berlusconi-si-gioca-sui-conti-dello-stato-sottoposti-al-duro-al-duro-giudizio-dei-mercati-il-passo-indietro-del-presidente-del-consiglio-preannunciato-via-intern/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 09:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica Siamo Noi]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[8 novembre 2011
“Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi…”  di Sandra Bonsanti su:  www.libertaegiustizia.it

Tre provvedimenti di finanza pubblica, uno del 2010, uno del 2011 e uno del 2012. Rispettivamente: Rendiconto dello Stato dello scorso anno, assestamento di bilancio per quello in corso, legge di Stabilità più maxiemendamento per il prossimo. SI GIOCA SUI CONTI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>8 novembre 2011</p>
<p><strong>“Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi…”</strong>  di Sandra Bonsanti su:  www.libertaegiustizia.it</p>
<p><a href="http://informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2011/11/Trahison.jpg"><img src="http://informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2011/11/Trahison-300x187.jpg" alt="Trahison" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Tre provvedimenti di finanza pubblica, uno del 2010, uno del 2011 e uno del 2012. Rispettivamente: Rendiconto dello Stato dello scorso anno, assestamento di bilancio per quello in corso, legge di Stabilità più maxiemendamento per il prossimo. <strong>SI GIOCA SUI CONTI DELLO STATO, SOTTOPOSTI AL DURO GIUDIZIO DEI MERCATI, L’ULTIMA PARTITA DEL GOVERNO BERLUSCONI</strong>. (…)</p>
<p>“Manovra e impegni con la Ue congelato il maxiemendamento”- di Roberto Petrini -8 novembre 2011</p>
<p> <strong>L’intero articolo di su:</strong></p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16LD10">http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16LD10</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una giornata sull’ ottovolante ieri per Piazza Affari, all’ inseguimento delle voci- e delle smentite- sulle imminenti dimissioni di Silvio Berlusconi. E sempre più calda, per via degli spread fra i Btp e i Bund tedeschi pericolosamente vicini a  quota 500 punti base, considerata  “il punto di non ritorno”, e raffreddata solo dalla Banca centrale  europea, tornata ad acquistare bond italiani (e spagnoli e greci).<strong> <br /></strong></p>
<p><strong>IL PASSO INDIETRO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, PREANNUNCIATO VIA INTERNET</strong> (Twitter e giornali ondine) dal direttore del<em> Foglio </em>, Giuliano Ferrara, e dal vicedirettore di <em>Libero</em> , Franco Bechis, <strong>HA ACCESO LA BORSA, CHE È ARRIVATA A GUADAGNARE ANCHE IL 3%</strong> poco dopo le 12 man mano che la voce si infittiva, per poi arretrare dopo le 13 in seguito alla smentita, arrivata via Facebook, dello stesso Berlusconi. (…)</p>
<p>“Il premier via a momenti” la Borsa sale –di Fabrizio Massaro –8 novembre 2011-</p>
<p> <strong>L’intero articolo su</strong>:</p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16LEFM">http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16LEFM</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E la carezza tra la ragazza e il poliziotto diventa il simbolo dell&#8217;altra San Giovanni Le foto che mostrano le &#8220;prove di dialogo&#8221; tra un agente e i manifestanti stanno facendo il giro del Web  di Maria Novella De Luca &#8211; 17 ottobre 2011</title>
		<link>http://lnx.leg-roma.org/wp-3_2_1/2011/10/e-la-carezza-tra-la-ragazza-e-il-poliziotto-diventa-il-simbolo-dellaltra-san-giovanni-le-foto-che-mostrano-le-prove-di-dialogo-tra-un-agente-e-i-manifestanti-stanno-facendo-il-giro-del-web-di-m/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 11:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Oltre la Crescita]]></category>

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		<description><![CDATA[
  

ROMA &#8211; Piazza San Giovanni brucia, è il pomeriggio di due giorni fa: la ragazza e il poliziotto si guardano, parlano, sembrano capirsi. È un attimo, un &#8220;secondo rubato&#8221; come ha scritto qualcuno su Facebook, uno spicchio di pace in un giorno di guerra. Sono vicini, quasi volessero superare un checkpoint invisibile, lei fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img src="http://www.repubblica.it/images/2011/10/17/083134804-b80c10a3-022e-42be-9213-7b1c7163f8c5.jpg" alt="E la carezza tra la ragazza e il poliziotto diventa il simbolo dell'altra San Giovanni" width="300" height="199" />  </p>
</div>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Piazza San Giovanni brucia, è il pomeriggio di due giorni fa: la ragazza e il poliziotto si guardano, parlano, sembrano capirsi. È un attimo, un &#8220;secondo rubato&#8221; come ha scritto qualcuno su Facebook, uno spicchio di pace in un giorno di guerra. Sono vicini, quasi volessero superare un checkpoint invisibile, lei fa parte del gruppo dei pacifisti, lui le appoggia paterno una mano sulla spalla, con un gesto che assomiglia ad una carezza: non siamo nemici, non doveva andare così.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/10/16/foto/il_celerino_e_la_ragazza_una_carezza_dopo_il_caos-23337123/1/"><strong>GUARDA LA FOTOSEQUENZA</strong> <sup>1</sup></a></p>
<p>Un &#8220;abbraccio&#8221;, forse, tra reduci di un giorno sbagliato. Intorno gli ultimi scontri, la piazza in macerie, il fumo tossico che annerisce il cielo. Guardatela questa foto, anzi questa sequenza di foto, che la Rete ha eletto a simbolo del cuore vero della battaglia degli indignati d&#8217;Italia: isolati i violenti la protesta è di tutti, ragazzi senza lavoro e celerini con stipendi da fame, giovani e vecchi, chi picchia e chi scappa con la stessa paura, anche se poi accade che ci si trovi sui lati opposti di una piazza, che contiene in realtà il disagio di entrambi. Lo scriveva Pasolini, era il 1968, oltre quarant&#8217;anni fa.</p>
<p>Quello che colpisce tra la ragazza e il poliziotto sono gli sguardi diretti, fermi, senza astio e senza paura, anzi quasi complici e consapevoli che sabato a Roma è morta la speranza di molti. E infatti la fotografia</p>
<div><img src="http://cstatic.weborama.fr/weborama/images/transp.gif" alt="" width="300" height="250" border="0" /></div>
<p>gira su Facebook, gli amici la inviano agli amici, molti erano lì, a San Giovanni, &#8220;guardate, era giusto avanzare con le mani alzate&#8221;, &#8220;la global revolution è pacifica&#8221;, &#8220;ecco chi siamo davvero&#8221;. Perché c&#8217;è molto ancora da raccontare di quel 15 ottobre di sangue quando la guerriglia ha oscurato il sogno italiano del &#8220;Rise up&#8221;, il mondo che si solleva e insorge contro la dittatura dell&#8217;economia drogata. C&#8217;è da raccontare che allontanati i &#8220;neri&#8221; con i loro sacchi di spranghe, è accaduto l&#8217;impensabile: i ragazzi e i poliziotti hanno parlato, faccia a faccia.</p>
<p>Del resto per ore un folto gruppo di manifestanti aveva cercato di fermare gli scontri, stendendosi sull&#8217;asfalto, facendo barriera umana tra i black bloc e i blindati. Provando a dialogare con i caschi azzurri in assetto di guerra, come fa, appunto, la ragazza della fotografia, e anche un altro giovane che al celerino stringe la mano.</p>
<p>&#8220;Potremmo essere i vostri figli e fratelli &#8211; spiegavano esausti i giovani &#8220;indignati&#8221; di &#8220;Assemblea piazza San Giovanni&#8221;, coraggioso presidio pacifista &#8211; perché ci avete attaccato con tanta violenza senza distinguere tra chi aggrediva e chi no, tra di noi c&#8217;erano mamme, bambini, nonni, disabili, vi tagliano gli stipendi, rischiate la vita, perché ubbidite a questi ordini&#8230;&#8221;. Gli agenti ascoltano. Silenziosi. Poche parole: &#8220;È il nostro mestiere, noi dobbiamo isolare i violenti&#8221;. Non è facile con un divisa addosso, e in mezzo ad una città a ferro e fuoco, parlare con un gruppo di giovani che ti guardano negli occhi. Però ci si può stringere la mano: &#8220;Coraggio ragazzi&#8221;.</p>
<p>la Repubblica (17 ottobre 2011)</p>
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		<title>La campagna dei nastrini arancioni “Un segno per dire basta al governo”. Fu il colore dei trionfi di Pisapia e De Magistris. Hanno già aderito centinaia di cittadini, scrittori e artisti. Daria Colombo: una storia che parte dai girotondi di ANNALISA CUZZOCREA- Testo dell&#8217; Appello e firmatari</title>
		<link>http://lnx.leg-roma.org/wp-3_2_1/2011/10/la-campagna-dei-nastrini-arancioni-%e2%80%9cun-segno-per-dire-basta-al-governo%e2%80%9d-fu-il-colore-dei-trionfi-di-pisapia-e-de-magistris-hanno-gia-aderito-centinaia-di-cittadini-scrittori-e-artis/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
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		<category><![CDATA[Indignazione]]></category>
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IL CASO
 

 Vessilli arancioni per la vittoria di Giuliano Pisapia alle Comunali di Milano

ROMA - Il colore è quello delle vittorie di Milano e Napoli. La rivoluzione ucraina è lontana, non lo sono i trionfi arancioni di Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris. Su quell’onda, con quell’intento – di politica che si apre alla società, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h2>IL CASO</h2>
<h1> </h1>
<div>
<p><img src="http://www.repubblica.it/images/2011/10/11/084750822-43136987-4085-430a-962a-bb50c5f2e9f4.jpg" alt="La campagna dei nastrini arancioni &quot;Un segno per dire basta al governo&quot;" width="300" /> Vessilli arancioni per la vittoria di Giuliano Pisapia alle Comunali di Milano</p>
</div>
<p><strong>ROMA -</strong> Il colore è quello delle vittorie di Milano e Napoli. La rivoluzione ucraina è lontana, non lo sono i trionfi arancioni di Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris. Su quell’onda, con quell’intento – di politica che si apre alla società, di partiti che si mescolano con associazioni e movimenti – nasce un appello insolito: mettere sul bavero della giacca, attaccato al cappotto, annodato alla borsa, o semplicemente come braccialetto, un nastrino arancione. Per dire: “Io desidero che il governo si dimetta”, o anche solo: “Non condivido la politica del governo Berlusconi”. Un piccolo segno, che hanno già scelto in molti.</p>
<p>L’elenco mandato dai promotori – rigorosamente in ordine alfabetico – comincia con Wahid Abdu, gelataio, e si chiude con Silvia Zingone, laureata disoccupata. In mezzo ci sono gli scrittori Barbara Alberti, Massimo Carlotto, Dacia Maraini, Antonio Pennacchi, il premio Nobel Dario Fo insieme a Franca Rame, la grecista Eva Cantarella, l’attrice Giuliana de Sio e la sorella Teresa, Massimo Ghini, Silvio Muccino e Neri Marcorè, per restare al cinema, Paolo Rossi per il teatro, l’astronauta Umberto Guidoni, il filosofo Giulio Giorello, don Gino Rigoldi, e i cantanti Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni. C’è anche la moglie di Vecchioni, Daria Colombo, scrittrice e già animatrice dei girotondi del 2002. È tra coloro che hanno steso l’appello: “Noi, come semplici cittadini italiani consapevoli e responsabili, siamo</p>
<p>convinti, a prescindere dai nostri orientamenti politici, che l’attuale governo non corrisponda più alla maggioranza degli elettori del nostro Paese. Per questo riteniamo che esso debba rimettere quanto prima il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica”.</p>
<p><a href="http://www.articolo21.org/3510/notizia/tutti-arancioni-per-mandare-a-casa-berlusconi.html"><strong>IL TESTO DELL’APPELLO E I FIRMATARI</strong> <sup>1</sup></a></p>
<p>Per chiederlo, si vuole colorare l’Italia di arancione. “Si è già mosso molto, le contestazioni studentesche, il milione di donne in piazza, le elezioni amministrative, i referendum, gli amici al Teatro Valle, hanno fatto riemergere il fiume carsico del sentimento civile. E tutto è cominciato con i girotondi del 2002″, dice Daria Colombo. Che rivendica quell’esperienza come tutt’altro che fallimentare: “È stato il primo movimento, e ha fatto quello che doveva fare: muovere, scuotere, far aprire gli occhi non solo sul berlusconismo al potere, ma su quella che era diventata una mentalità. I girotondi hanno creato quel percorso irreversibile che ha portato alle vittorie di Milano e di Napoli. Pisapia ha fatto una campagna elettorale basata sull’ascolto di tutti, e lo ha trasformato in proposta politica. Questo è risultato vincente”. Don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria e fondatore della Comunità nuova, un’associazione che aiuta i ragazzi in difficoltà a reinserirsi nella società, spiega di aver aderito appena letto l’appello: “Serve un altro governo, servono competenza, serietà, visione dei bisogni. A parte i comportamenti singoli del nostro premier, tutt’altro che affascinanti, ho l’impressione che ci sia una grande distanza dalle necessità della vita reale. Anche un nastrino arancione può segnalare una voglia di cambiamento, la volontà di chiudere una partita che ci pare decisamente perdente”.</p>
<p>(11 ottobre 2011)</p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista al commissario Ue Ciolos: &#8220;La politica agricola è più equa&#8221;  Romeno Dacian Ciolos, 42 anni, commissario per le politiche agricole, ha presentato ieri la sua proposta per la riforma della Pac «L’Italia avrà un taglio dei fondi più alto, ha sempre preso di più. Le proteste? Tutti difendono il passato perché vogliono cambiare iniziando dagli altri»-  13 ottobre</title>
		<link>http://lnx.leg-roma.org/wp-3_2_1/2011/10/intervista-al-commissario-ue-ciolos-la-politica-agricola-e-piu-equa-romeno-dacian-ciolos-42-anni-commissario-per-le-politiche-agricole-ha-presentato-ieri-la-sua-proposta-per-la-riforma-della/</link>
		<comments>http://lnx.leg-roma.org/wp-3_2_1/2011/10/intervista-al-commissario-ue-ciolos-la-politica-agricola-e-piu-equa-romeno-dacian-ciolos-42-anni-commissario-per-le-politiche-agricole-ha-presentato-ieri-la-sua-proposta-per-la-riforma-della/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 09:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Oltre la Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[MARCO ZATTERIN  CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
Parliamo dell’Italia, commissario. Gli aiuti diretti previsti dalla nuova politica agricola comune europea calano più di quasi tutti gli altri, tre volte la Francia e il doppio della Germania. Per voi, a fine periodo sono 285 milioni in meno. Il gruppo socialista del Parlamento sostiene che sono 10 volte tanti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>MARCO ZATTERIN <br /> CORRISPONDENTE DA BRUXELLES</div>
<p>Parliamo dell’Italia, commissario. Gli aiuti diretti previsti dalla nuova politica agricola comune europea calano più di quasi tutti gli altri, tre volte la Francia e il doppio della Germania. Per voi, a fine periodo sono 285 milioni in meno. Il gruppo socialista del Parlamento sostiene che sono 10 volte tanti. Cos’è successo? «E’ molto semplice», Dacian Ciolos, responsabile Ue per l’industria verde, 42 anni, romeno, casacca politica popolare. «Il livello di sovvenzione per ettaro da voi è fra i più alti in Europa, supera i 400 euro contro una media di 270 &#8211; spiega -. Nel momento in cui è stato deciso di riequilibrare i pagamenti è normale che chi prendeva di più abbia qualcosa in meno e viceversa, no?».</p>
<p><strong>La sua proposta ha scontentato molti. Il governo italiano e le associazioni categoria dicono che è punitiva.<br /></strong>«La decisione di disaccoppiare i pagamenti dalla produzione e dall’intensità delle coltivazioni per passare al criterio territoriale è stata presa nel 2003. L’Italia era presente, non è un rivoluzione che arriva oggi».</p>
<p><strong>Vedersi ridurre i pagamenti non è una bella notizia.<br /></strong>«E’ comprensibile, ma non c’era scelta. Sino al 2003 gli aiuti erano legati alla produzione, col risultato che più si faceva e più si incassava; più si puntava sulle attività sovvenzionate e più si ottenevano sovvenzioni. Si è deciso così di disaccoppiare gli aiuti dal prodotto, adottato un parametro “storico” che ora vogliamo cambiare. L’Europa era consapevole che il vecchio sistema stimolava un’attività che faticava a trovare sbocchi sul mercato, col risultato che i volumi erano artificiosi e i prezzi cadevano. Oggi l’Italia prende i denari sulla base della produzione del 2000-2002, anche se molte realtà sono differenti».</p>
<p><strong>Vuol dire che è la fine di una rendita che non ha più senso? <br /></strong>«Nel 2003 una parte degli agricoltori italiani ha scelto di impegnarsi nelle produzioni più sovvenzionate. Hanno puntato sull’intensità, oltre che sulla qualità. Noi riteniamo che si debba cambiare per una questione di equilibrio europeo. Del resto nessuno aveva mai detto che si trattasse di diritti acquisiti. Vale per l’Italia, come per Olanda e Belgio».</p>
<p><strong>Il ministro Romano ha già definito la sua Pac come «un trionfo del reddito parassitario» visto che un ettaro di brughiera rende come un ettaro di olivi. Le che ne dice?<br /></strong>«Non è così. I pagamenti vengono fatti dagli Stati che li organizzano su base regionale, tenendo conto delle produzioni di qualità e di quelle di interesse pubblico. Esistono ampi margini di flessibilità».</p>
<p><strong>Bisogna però ammettere che lo stivale è lungo e stretto. Non si possono avere le grandi fattorie della Germania Est. Molte produzioni intensive di qualità potrebbe risentirne. <br /></strong>«I prodotti competitivi sono sempre remunerati dal mercato. Se il valore aggiunto è alto esistono numerosi strumenti specifici, come il Programma Qualità, i sostegni alla denominazione geografica, i piani comuni di distribuzione. Ho anche proposto di rivedere la politica di promozione del settore. Il pagamento diretto non è il solo sostegno possibile».</p>
<p><strong>Continua a parlare di riequilibrio. Ne fa una questione di giustizia?<br /></strong>«Credo che sia difficile spiegare a un contribuente italiano che un suo concittadino coltivatore riceve molti soldi oggi solo perché quindici anni il livello di sovvenzione era elevato. Ma anche convincere un agricoltore che comincia una attività che è giusto accettare meno opportunità di uno che nel 2000 aveva una produzione più intensiva. E non è un problema solo nazionale».</p>
<p><strong>Perché?<br /></strong>«Come posso dire un agricoltore lettone che, per la stessa cosa, incassa 87 euro l’ettaro contro gli oltre 400 di un italiano, e solo perché ha un passaporto diverso?. O perché dieci anni fa l’Italia ha scelto di lavorare nei settori più sovvenzionati?».</p>
<p><strong>Governo e produttori italiani risponderebbero sottolineando i costi e le tradizioni differenti. Oltre che un diverso di livello di contribuzione al bilancio Ue.<br /></strong>«La realtà è che difendiamo sempre il passato e, anche se accettiamo politicamente e in principio che una politica pubblica debba evolversi come tutti noi dobbiamo evolverci, al momento dei fatti ci riveliamo più reticenti. Diciamo: “Siamo favorevoli al cambiamento, purché non da noi”».</p>
<p><strong>E’ uno sforzo da 285 milioni, o forse più, ricorda?<br /></strong>«Io chiedo un minimo di solidarietà. Non è una redistribuzione del 20 per cento. In sette anni, non dall’oggi al domani, ci sarà una variazione del 5%. Si può fare, se si crede al bene comune».</p>
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		<title>Tagliati 287 milioni all´agricoltura italiana &#8211; 13 Ottobre 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 07:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Oltre la Crescita]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Meno risorse dall´Europa all´agricoltura italiana. La proposta di riforma per una nuova Pac &#8211; il piano di Politica agricola comune presentato ieri a Bruxelles &#8211; contiene una pillola avvelenata per l´Italia. Gli aiuti diretti europei per il periodo 2014-2020 all´agricoltura del nostro Paese, annuncia la Commissione Ue, saranno difatti sforbiciati del 6,9%. Quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Meno risorse dall´Europa all´agricoltura italiana. La proposta di riforma per una nuova Pac &#8211; il piano di Politica agricola comune presentato ieri a Bruxelles &#8211; contiene una pillola avvelenata per l´Italia. Gli aiuti diretti europei per il periodo 2014-2020 all´agricoltura del nostro Paese, annuncia la Commissione Ue, saranno difatti sforbiciati del 6,9%. Quasi sette punti in sette anni, 287 milioni di euro in meno: dai 4,13 miliardi del 2013 ai 3,84 del 2020. «Una proposta insoddisfacente», per il ministro delle Politiche agricole Romano. Un taglio ingiustificato, pesante e che penalizza fortemente milioni di imprese agricole, replicano tutte le associazioni del settore. «Un grave danno, superiore a quanto prefigurato dal ministro», sottolinea il Pd. <br />Alla base dei sacrifici, la platea più ampia (il numero dei paesi membri passati da 15 a 27) su cui distribuire la torta dei fondi europei, ora pari a 55 miliardi annui (il 40% del bilancio Ue, lo 0,5% del Pil) e destinati negli anni a scendere. Di qui l´esigenza di un dimagrimento. La ratio dei tagli si basa sui contributi ora percepiti. Laddove questi superano il 90% della media europea, saranno limati, con gradualità, di un terzo. «Una riduzione proporzionale», l´ha definita ieri il commissario Dacian Ciolos. E´ il caso dell´Italia e dell´Olanda (-7% nei sette anni). Ma anche di Francia e Germania (-4%). <br />Non solo. Nel prossimo settennio &#8211; il periodo della nuova Pac &#8211; il criterio per calcolare gli aiuti, ora basato sulla produzione storica in almeno 13 paesi e parte del Regno Unito, sarà progressivamente sostituito da un pagamento uniforme per ettaro, valido per tutti i paesi Ue, dai 150 a un massimo di 300 mila euro annui per azienda agricola &#8211; anche questa una novità &#8211; e in via decrescente. Ovvero: più ettari coltivati, meno fondi. Sul punto è forte la critica italiana. «Non si possono dare gli stessi aiuti a tutti, senza tenere conto della diversità e della qualità della produzione», dice Franco Postorino, Confagricoltura. «Un criterio che non riconosce il valore e la ricchezza dell´agricoltura italiana, una vera assurdità», incalza Giuseppe Politi, presidente Cia (Confederazione italiana agricoltura). <br />A preoccupare gli operatori italiani è anche un´altra novità introdotta nella proposta di Pac, che verrà analizzata e di certo modificata nei prossimi 18 mesi, fino all´approvazione del Parlamento europeo e dei ministri nazionali entro il 2013. La novità che fa discutere è il greening, ovvero la riserva di almeno il 30% degli aiuti Ue a quelle aziende «che attuano pratiche ecologiche, fra cui diversificazione delle colture, conservazione dei pascoli permanenti e salvaguardia delle aree naturali e del paesaggio». «Gli obblighi ecologici &#8211; dice il ministro Romano &#8211; comportano nuovi oneri per le imprese e un grande carico burocratico, senza comportare reali benefici per l´ambiente». «Non solo il 30, ma il 100%», invoca al contrario il Wwf che punta a una &#8220;Pac verde&#8221; e giudica la proposta europea come «molto debole».</p>
<p><img src="http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&amp;rnd=1318489365889&amp;cid=&amp;ref=http%3A//repubblica.extra.kataweb.it/edicola/repubblica/Edizione_Giornaliera/mappe/NZ_NZ_131011_E_30.html&amp;sr=sr1366x768:cd24:lgit-IT:jen:cky:tz2:ctna:hpna" alt="" width="1" height="1" />Fonte: VALENTINA CONTE &#8211; la Repubblica | </p>
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		<title>13/14 DICEMBRE 2009 ELEZIONE DEL CONSIGLIO MUNICIPALE DEI GIOVANI DEL MUNICIPIO ROMA X V &#8211; ARVALIA PORTUENSE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:03:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono indette le elezioni dei membri del “Consiglio Municipale dei Giovani” del Municipio Roma XV Arvalia Portuense.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono indette le elezioni dei membri del “Consiglio Municipale dei Giovani” del Municipio Roma XV Arvalia Portuense.</p>
<p><span id="more-334"></span>Possono votare tutti i giovani, a prescindere dalla nazionalità, nati dal 12  dicembre 1984 al 13 dicembre 1994 residenti nelMunicipio Roma XV o che, pur non residenti, siano studenti iscritti… continua.</p>
<p>“15 QUINDICISIAMO – UNA GENERAZIONE IN MOVIMENTO<strong> </strong><strong>PROGRAMMA ELETTORALE:</strong><strong></strong></p>
<p>Noi e il nostro programma ci riconosciamo nei Valori fondanti della nostra Repubblica aderendo ai dettami cardine sanciti dalla Costituzione Italiana in quanto carta fondamentale. Ci riconosciamo altresì nella Carta dei <strong>Diritti dell’Uomo</strong>, in quanto essenza ed espressione dell’uguaglianza e della libertà di ogni singolo essere umano, qualunque sia il suo credo, la sua razza ed il colore della sua pelle.</p>
<p><a href="http://www.arvalia.net/public/liste,%20candidati%20e%20programmi.pdf">http://www.arvalia.net/public/liste,%20candidati%20e%20programmi.pdf</a></p>
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		<title>Testamento Biologico: a che punto siamo?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 16:50:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Già fatto]]></category>

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		<description><![CDATA[LIBERTA&#8217; E GIUSTIZIA  CIRCOLO DI ROMA
www.leg-roma.org
Cosa dice la Costituzione, perché e come farlo, a chi affidarlo, che valore ha: queste le direttrici su cui si è sviluppato l’incontro pubblico sul testamento biologico del 29 ottobre 2009, organizzato dal “Gruppo Laicità” del Circolo di Roma, con la partecipazione di associazioni e rappresentanti dei Municipi di Roma.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LIBERTA&#8217; E GIUSTIZIA  CIRCOLO DI ROMA</p>
<p><a href="http://www.leg-roma.org/">www.leg-roma.org</a></p>
<p>Cosa dice la Costituzione, perché e come farlo, a chi affidarlo, che valore ha: queste le direttrici su cui si è sviluppato <a href="http://www.leg-roma.org/Iniziative/Bio_Testamento/G6_TB_Biotestamento.asp" target="_blank">l’incontro pubblico sul testamento biologico del 29 ottobre 2009</a>, organizzato dal “Gruppo Laicità” del Circolo di Roma, con la partecipazione di associazioni e rappresentanti dei Municipi di Roma.</p>
<p>Il tema – già fortemente sentito – è diventato nelle ultime ore di stringente attualità per le anticipazioni d’agenzia che venivano dalla Camera, dove la discussione pare ormai avviarsi verso una norma “furba” che vuole aggirare il limite posto dalla Costituzione (divieto di imporre un trattamento sanitario) negando che l’accanimeto terapeutico sia un “trattamento sanitario”<a href="http://www.leg-roma.org/Iniziative/tb29-10_resoconto.asp" target="_blank"><em><span style="color:#810081;">&#8230;.leggi il seguito</span></em></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Q2CGutWMFiE" target="_blank"><strong>Guarda la VIDEOsintesi </strong><em><strong>(grazie a Fernando Cancedda)</strong></em></a></p>
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		<title>Cantoni Animati 1a edizione</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:05:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Già fatto]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarda il VIDEO (grazie a Fernando Cancedda)
Se va in scena la protesta
Massimo Marnetto*, 28-09-2009
Coordinatore Circolo di Roma
Immigrazione, lavoro, scuola, evasione e scudo fiscale, laicità, ricerca scientifica, testamento biologico, privatizzazione dell&#8217;acqua: ogni tema sintetizzato in un volantino, ogni volantino fotocopiato in casa e distribuito in più di 100 copie, per far circolare le informazioni che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XwPM5dZgPQs"><strong>Guarda il VIDEO </strong><em><strong>(grazie a Fernando Cancedda)</strong></em></a></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Se va in scena la protesta</h3>
<p style="text-align:justify;">Massimo Marnetto*, 28-09-2009<br />
<em>Coordinatore Circolo di Roma</em></p>
<p>Immigrazione, lavoro, scuola, evasione e scudo fiscale, laicità, ricerca scientifica, testamento biologico, privatizzazione dell&#8217;acqua: ogni tema sintetizzato in un volantino, ogni volantino fotocopiato in casa e distribuito in più di 100 copie, per far circolare le informazioni che la televisione ormai non può più dare. <span id="more-88"></span>E&#8217; stato questo il senso di &#8220;Cantoni Animati&#8221;, l&#8217;iniziativa di Libertà e Giustizia di Roma, a cui hanno contribuito tutti i gruppi di lavoro del Circolo romano. Un happening tra controinformazione e dialogo con i passanti, scandito da &#8220;nano-comizi&#8221; di 5 minuti improvvisati da persone che hanno vinto la loro ritrosia ad esporsi, pur di&#8230; rompere il silenzio. Oratori emozionati, con la voce spesso lontana dal megafono che tenevano con una mano e il tremore del foglio nell&#8217;altra, che tradiva l&#8217;emozione. &#8220;Lo sai, sono un borghese &#8211; mi ha confidato un amico dopo aver finito il suo primo comizio tutto sudato &#8211; ho dovuto forzarmi per salire su quel palchetto. Poi ho pensato agli operai che salgono sui tetti per difender il loro lavoro. E allora anche io sono salito per difendere la nostra democrazia. E adesso sono contento&#8221;. Il presidio è stato anche l&#8217;occasione per raccogliere firme per l&#8217;appello sulla libertà di stampa pubblicato da La Repubblica e per quello in cui chiediamo ai Municipi di Roma di istituire il testamento biologico. Un risultato ben superiore alle aspettative, visto che molti di quelli che si fermavano avevano già firmato: 283 firme per il primo e 188 per il secondo A parte qualche insulto &#8211; come avviene sempre in queste occasioni &#8211; la sorpresa positiva è stata vedere tanta gente che si fermava a parlare, anche se per poco tempo. &#8220;Allora c&#8217;è qualcuno che protesta! &#8211; mi ha detto una signora a cui avevo appena consegnato il volantino contro i respingimenti selvaggi &#8211; Meno male. Avevo la sensazione di vivere la stessa situazione dei cittadini tedeschi durante il nazismo, informati ma indifferenti a quello che succedeva nei campi di concentramento&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XwPM5dZgPQs"><strong>Guarda il VIDEO </strong><em><strong>(grazie a Fernando Cancedda)</strong><br />
</em></a></p>
<p><!--{PS..0}--></p>
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