Maurizio

La Petizione della CGIL
La segreteria nazionale della CGIL lancia una Petizione per chiedere che venga tolta dal testo del Decreto Legge 138/’11 la previsione dello slittamento della celebrazione di tre ricorrenze civili di particolarissimo rilievo, quali il giorno della Liberazione, la Festa del Lavoro, il giorno della Repubblica, ad un giorno feriale precedente o antecedente o alla domenica.
Il testo del comma 24, dell’art. 1, del Decreto 138 è inequivoco per quanto riguarda le volontà del Governo:
“A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica”.
Per le motivazioni illustrate nei materiali allegati (lettera della Segreteria nazionale; testo della Petizione) noi consideriamo questa ipotesi sbagliata ed inaccettabile.
Sulla base delle motivazioni richiamate abbiamo deciso di lanciare la Petizione, scegliendo uno strumento (la raccolta di firme) che consente di rendere visibile l’opposizione ad una decisione che rappresenta una chiaro attacco all’identità laica del nostro Paese.
Da questa mattina, sabato, sarà possibile firmare la Petizione collegandosi al sito della CGIL nazionale *
http://www.cgil.it/petizione/default.aspx

La “Campagna 005″ sostiene – con tutta la forza delle oltre 50 associazioni  che la compongono(*) – l’approvazione della tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), per cui si batte da tempo.

Un giusto provvedimento per limitare la finanza speculativa, che sposta montagne di soldi, ma non costruisce nemmeno una vite.

 

Negli ultimi anni il valore degli scambi finanziari è diventato immenso, rispetto a quello dell’economia che “fa le cose”  (economia reale)

 

  • FINANZA:                      4.000 miliardi di dollari al giorno,
  • ECONOMIA REALE: 15.000 miliardi di dollari all’anno.

La piccola tassa sulle transazioni finanziarie diventa sostanziosa se applicata alle operazioni ad altissima frequenza, eseguite con programmi informatici che processano in pochi secondi l’acquisto o la vendita di grandi quantità di titoli, provocando l’aumento dei prezzi di cibo e altri benei essenziali, con conseguenze devastanti nelle economie più fragili.

 

Una prima stima ha calcolato che la TTF può generare oltre 200 miliardi di euro nella sola Europa. Risorse da destinare alle politiche sociali, cooperazione allo sviluppo, lotta contro i cambiamenti climatici, settori danneggiati dalla crisi.

 

Ma il suo valore politico è maggiorecomporta anche altri vantaggi:

1.     maggiore giustizia: oggi chi specula paga meno tasse di chi lavora;

2.     redistribuzione delle ricchezze: pagano la crisi i grandi speculatori che l’hanno provocata, risarcendo almeno in parte noi cittadini;

3.     controllo: la politica – cioè noi cittadini – torniamo a regolare la finanza.

4.     investire nell’economia reale: si liberano le risorse utilizzate a fini speculativi, per fare cose o servizi”;

5.     trasparenza: i flussi finanziari lasciano una traccia (tracciabilità) dei loro movimenti, consentendo così controlli in entrata e in uscita dai Paesi.

 

 

Massimo Marnetto

Compagna 005 – Responsabile Mobilitazione

 

(*) La Campagna Zerozerocinque   (www.zerozerocinque.itfa parte di un’ampia coalizione internazionale; in Italia è promossa da tante organizzazioni della società civile: 

Acli, ActionAid, Adiconsum, Adiconsum Basilicata, Arci, Attac, Azione Cattolica, Banca Popolare Etica, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Cgil, Cini, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Cisl, Cittadinanzattiva, Consorzio Città dell’Altra Economia, Consorzio Sociale Goel, CVX Italia, Economia Alternativa, Equociquà, Fair, Fiba Cisl, Focsiv – Volontari nel Mondo, Fondazione Culturale Responsabilità Etica,  Gcap – Coalizione Italiana Contro la Povertà, Legambiente, Lega Missionaria Studenti, Libertà e Giustizia, Lunaria, Microdanisma, Mani Tese, Mag Verona, Oxfam Italia, Reorient, Save the Children, Sbilanciamoci, Social Watch Italia, Un ponte per, Volontari Terzo Mondo – Magis, Wwf Italia.

Scappano dalla carestia di cibo ed entrano nella carestia di legalità.

Se non finiscono come cadaveri chiusi in dei sacchi blu, i migranti vengono sigillati nei CIE, non-luoghi senza tempo e senza diritti.

 

Lo abbiamo detto forte e chiaro nel sit-in davanti al Senato, per protestare contro la conversione in legge del decreto Maroni, che prevede tra l’altro l’estensione del trattenimento dei migranti nei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) da 6 a 18 mesi.

 

Pena triplicata, senza un motivo, senza un reato.

Inflitta a persone che hanno fretta di lavorare perché si sono indebitati per il viaggio, perché hanno famiglie che aspettano rimesse per vivere.

 

Sotto la sigla LasciateCIEntrare associazioni, partiti e semplici cittadini.

 

Insieme per non lasciare soli donne ed uomini che questo Governo vorrebbe “rimuovere” dalla cronaca politica, impedendo persino l’ingresso della stampa nei CIE.

Un ordine del giorno passato al Senato potrebbe riaprire le porte ai giornalisti, ma non si sa né come, né quando.

In questa censura della disperazione allora sono ancora più importanti le nostre parole e la nostra vigilanza.

 

Perché questo è un sequestro collettivo di innocenti stremati da fame e guerre.

Ma l’unico riscatto per liberarli è la nostra partecipazione.

Che c’è. E ci sarà.

 

Massimo Marnetto

Libertà e Giustizia di Roma

Caro Renzi,

come sindaco (anche se non della mia città) dovrei darti del Lei, come fondatore e iscritto del PD, che se non erro dovrebbe essere anche il tuo partito, anche se spesso non pare proprio, mi permetto di darti del tu.
Se in un’organizzazione, privata o pubblica che sia, continua a esserci qualche Fantozzi, la colpa è sempre nel manico. Se poi sono tutti Fantozzi, allora il problema è proprio il manico. E il manico, nella fattispecie, sei tu, perché come sindaco di Firenze sei il capo di tutti i dipendenti del Comune, fino all’ultimo degli uscieri.
Certamente ci sarà,come in tutte le organizzazioni, qualche “lavativo” o qualche “imbranato” anche nel Comune di Firenze. Sta al capo individuarli e trovare le appropriate azioni correttive. Non si è mai visto un vero capo che spara a zero, in maniera indiscriminata su tutti i suoi collaboratori, diretti e, tanto meno, indiretti. O meglio, abbiamo imparato a conoscerne uno che ha sempre scaricato la colpa dei suoi insuccessi sui suoi. Fa il Presidente del Consiglio. Abbiamo forse scoperto un’affinità elettiva?
Con cordiali saluti.

Ing. Ferdinando Longoni
Fondatore e iscritto al PD
Dirigente industriale in pensione

lunedì 25 luglio – ore 11,00 - 

CIE di Ponte Galeria (RM)

Lunedì andremo in tanti davanti ai  CIE, i Centri di Identificazione ed Espulsione.

Ognuno in quello più vicino (per Roma, Ponte Galeria)

Perché chi sta qui dentro è colpevole solo del reato di fuga non autorizzata dalla miseria.

Un inferno dove puoi  marcire per 18 mesi, così ti passa la voglia di scappare dalle carestie. 

Niente avvocati, niente giornalisti, nessun contatto con l’esterno, perché il Governo  non vuole che l’opinione pubblica sappia di quanta disumanità è capace la destra leghista. 

Allora tocca a noi esserci, dare voce a chi non ce l’ha.

Ci vediamo a Ponte Galeria (si arriva anche con il trenino per Fiumicino)

Massimo Marnetto

Libertà e Giustizia di Roma

Comitato promotore:

FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

Adesione fin qui ricevute:

ANSI, CGIL, ACLI, ARCI, MIGREUROP, AMSI, COMAI, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, , FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, LIBERAL, LIBERAZIONE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, LEFT, AVVENIRE, MOVEON, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano.

Parlamentari ad oggi confermati che parteciperanno all’iniziativa:

Touadì (PD), Villecco Calipari (PD), Turco (PD), Colombo (PD), Gozi (PD), Sarubbi (PD), Pardi (IDV), Zampa (PD), Monai(IDV), Strizzolo (PD), Rossomando (PD), Marcenaro (PD), Messina (IDV), Pezzotta (UDC), Fiano (PD), Pes (PD), Di Stanislao (IDV), Formisano (UDC), Perduca (RADICALI) , Orlando (IDV), Luongo (PD), Giambrone (IDV), Granata (FLI), Ginefra (PD).

Presso i centri dislocati in:

Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle.

INFO:

Gabriella Guido – Rete PRIMO MARZO – ggabrielle65@yahoo.it – 329.8113338 

Renzo Santelli – FNSI – renzo.santelli@fnsi.it – 335.5325534

 

Roma, c/o Festival Arcipelago – cinema Intrastevere, vicolo Moroni, 3/a  

Si svolgerà venerdì 24 giugno, nell’ambito di Arcipelago, Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, la premiazione della seconda edizione del Concorso nazionale di cortometraggi “Nuovi Italiani: storie di ordinaria integrazione”. Il festival è promosso dal Circolo di Roma dell’associazione Libertà e Giustizia in collaborazione con Arcipelago e con il contributo della Provincia di Roma.

I tre cortometraggi finalisti saranno scelti tra una rosa di dodici film pre-selezionati, fra i numerosi che sono stati iscritti da tutta Italia nei mesi scorsi provenienti da un vasto panorama di filmakers, associazioni, scuole. Il volume, la qualità e la varietà di stile dei corti pervenuti segnala la sensibilità crescente verso le tematiche dell’integrazione e del sociale.

La giuria sarà composta dai giornalisti e scrittori Antonio Pascale (collabora con il il Mattino, Lo Straniero e Limes, autore di Questo è il paese che non amo. Trent’anni nell’Italia senza stile pubblicato nel 2001) e Riccardo Staglianò (giornalista de La Repubblica, e scrittore di Grazie Ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti) e dalla scrittrice eritrea Ribka Sibhatu (ricercatrice in Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, nel 1993 pubblica Il cittadino che non c’è, Edizioni Interculturali di Roma)

Il Concorso è stato insignito per il secondo anno consecutivo della “Medaglia della Presidenza della Repubblica” che sarà  consegnata come premio “Libertà e Giustizia” ad uno dei tre corti vincitori.

Quest’anno il concorso si avvale anche, per la prima volta, della partnership con Babel (Sky, Canale 141), il canale dedicato ai nuovi italiani. Babel assegnerà una menzione speciale ad un corto in concorso privilegiando i criteri di coerenza con il tema, la creatività espressa nell’identificazione dell’idea e nella stesura dello script e infine nella qualità espressa nella fase realizzativa di ripresa, montaggio e finalizzazione.

Tutti i corti pre-selezionati saranno proiettati nel corso delle diverse serate del festival Arcipelago al cinema Intrastevere di Roma dal 20 giugno al 23 giugno dalle ore 20,45, per poi essere presentati tutti in un programma ad hoc nella serata della premiazione il giorno 24 giugno dalle ore 21.

Il concorso si è avvalso del patrocinio ufficiale e del sostegno di numerose organizzazioni:

-        Unicoop Tirreno e Lega Coop Nazionale

-        ARCI

-        CGIL

-        UIL- P.A.- Ministero Infrastrutture e Trasporti

-        Legambiente

-        Amref Italia

-        Federazione Italiana del Tempo Libero

-        ANPI di Roma “Carla Capponi”

-        Associazione LIBERA

-        ACLI

-        Orisa Produzioni

-        Shangrillà Vacanze Top Sardinia

-        Forum Terzo Settore

-        Sant’Eustachio il caffè

 

Lo spot promozionale del Concorso è stato realizzato dal regista e produttore Cristiano Bortone, convinto sostenitore dell’iniziativa. 

 

Libertà e Giustizia vuole dare un senso positivo all’insoddisfazione che cresce verso la politica, trasformandola in partecipazione e proposta, creare occasioni di approfondimento e consapevolezza dei fatti fondamentali che stanno mettendo in crisi la nostra democrazia

È nata da Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi ed altri garanti. Presidente è Sandra Bonsanti, onorario è Gustavo Zagrebelsky, già presidente della Corte Costituzionale.

 

e-mail: redazione@leg-roma.org

web: www.leg-roma.org

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Fondato nel 1992, ARCIPELAGO – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini è un progetto in progress il cui scopo è ricercare e recepire a livello internazionale le spinte più originali e i linguaggi più innovativi che si agitano all’interno dei formati audiovisivi fuori standard – a cominciare dai cortometraggi e comprese le opere che appartengono al nuovo “dominio digitale” e agli sconfinati paesaggi immateriali del Web. La sua spiccata vocazione alla ricerca di nuovi talenti si è espressa – nel corso degli anni – nella scoperta di registi oggi ormai noti al grande pubblico, tra cui Pappi Corsicato, Roberta Torre, Edoardo Winspeare, Alessandro Piva, Eugenio Cappuccio e, più di recente, Claudio Noce (Good Morning Aman).

 

 

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Babel -Tutti i colori dell’Italia – (www.babel.tv <http://www.babel.tv> )

Babel, il primo canale televisivo dedicato ai “nuovi Italiani,” nasce l’8 novembre 2010 in esclusiva su Sky.  Babel è una guida dell’Italia e una finestra aperta sulle storie delle persone provenienti da tutto il mondo che vivono nel nostro paese. Il prime time di ogni giornata è dedicata a una di cinque regioni: America Latina, Europa 27, Asia, Europa Extra e Africa. Il weekend viene riproposto il meglio della settimana con due appuntamenti originali nel prime time, BabzineCult il Sabato sera ed Edizione Limitata, l’intrattenimento intelligente di Babel, la domenica. Babel è anche una community online di persone che condividono storie e collaborano alla produzione televisiva con i propri commenti e contributi.

Babel è in onda in esclusiva su Sky, canale 141.

L’editore di Babel è TheBlogTV Spa.

 

 

Info Concorso: Orisa Produzioni srl, via Ostilia, 31 00184 Roma 0639750996-64

concorso@leg-roma.org

Stampa e Comunicazione: Barbara Perversi +39.347.9464485 – barbara.perversi@gmail.com

CAMERA DEI DEPUTATI

Questi qua il 13 aprile hanno votato l’impunità per il loro capo facendoci   credere di averlo fatto per il bene di noi cittadini. Noi ci becchiamo un’ipoteca sulla casa per una multa non pagata.

Questi qua hanno la pensione garantita di 3.100 euro al mese lavorando 5 anni. Noi lavoreremo fino ai 65 anni per avere una pensione forse pari a metà dello stipendio.

Questi qua beneficiano gratis di aereo, treno, autostrada, cinema, ristoranti, ecc. Noi paghiamo anche la carta igienica dei figli a scuola.

 Questi qua hanno la casa in affitto in centro a Roma a 500 € al mese. Noi abbiamo un mutuo fino alla terza età.

Il 12 e il 13 giugno pensate di andare al mare?

Fate girare questo messaggio!!!!

di Cinzia Di Fenza

C’era una volta a Roma un luogo dove era possibile per tutti la libertà di espressione. Questo luogo era il Pasquino. Sulla più famosa “statua parlante” di Roma, da alcuni secoli ciascuno poteva scrivere liberamente i suoi pensieri in particolare verso i governanti, il pontefice, sul potere politico in generale. Era interessante, divertente, faceva riflettere, consentiva la libera circolazione di idee, spesso argute nella loro semplicità, insomma una satira permanente ad opera  di cittadini comuni. Un bello e sano esempio di democrazia che viveva nel tempo.

Pochi giorni fa scopro che tutto questo non c’è più. Passavo lì davanti nell’omonima piazza e vedo quel torso di statua completamente ripulito da tutto. Candido. Nessuna traccia. Li’ accanto solo un pannello nuovo in plastica dove – immagino nelle intenzioni di chi ha messo in atto questo gesto – eventualmente poter affiggere i propri scritti. Ma qualcuno che ci aveva provato è stato poi rapidamente fermato, come si poteva vedere dai resti di un paio di fogli palesemente strappati. Sono rimasta lì, senza parole, come il Pasquino che avevo davanti. Non stupita, perché l’imbracatura in cui si trovava da mesi mi aveva già fatto intuire che qualcosa sarebbe cambiato col pretesto del cosiddetto decoro urbano, concetto così caro a questa Amministrazione comunale. Ma amareggiata e profondamente arrabbiata. Possibile che oggi, nel 2011, questi governanti piccoli e meschini temano ancora una modalità di manifestazione del pensiero così libera? Che neanche in tempi più lontani, quando i responsabili rischiavano certo pene severe, mai si era riusciti ad ammutolire il Pasquino? E  a chi è stato affidato il “compito” di controllare ed eliminare quanto eventualmente viene affisso, magari la sera tardi o la mattina presto, lontano da sguardi indiscreti che potrebbero chiedere “Perché?”, come testimoniano residenti e affezionati? A Roma, come in tutto il Paese ormai, assistiamo nell’indifferenza quotidiana  all’ennesimo esempio di una vera censura mascherata da altro. Il potere è intoccabile e non giudicabile, il cittadino deve tacere e non deve sapere. E poi, insomma, non vorremmo mica essere considerati dei  vandali?!

 

Con il patrocinio di

 PROVINCIA DI ROMA ASSESSORATO ALLE POLITICHE DELLA SCUOLA

FONDAZIONE ANMIG

con la collaborazione di

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI SEZIONE DI ROMA

Martedì 3 maggio  alle ore. 15.30

Piazza Adriana 3 (a lato del Palazzo di Giustizia) 

Premiazione del concorso “STORIE DI COSTITUZIONE E DI VITA

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano 

ha conferito al concorso  

una propria medaglia di rappresentanza  

Benvenuto del Sen. Gerardo Agostini Presidente dell’Associazione ANMIG

Introduzione di Sandra Bonsanti Presidente Associazione Libertà e Giustizia

Intervento di Nicola Zingaretti Presidente Provincia di Roma

Intervento di Luca Palamara Presidente ANM

Intervento di Paola Rita Stella Assessore alle Politiche della Scuola Provincia di Roma

Sponsor del concorso  

 

Fnism

Federazione Nazionale Insegnanti

Associazione Professionale Qualificata per la Formazione Docenti D.M.1772000 Prot. N.2382/L/3-23

Mentre siamo alle prese con problemi -questi sì epocali e tali da incidere pesantemente sulla vita di tutti, dal lavoro all’economia, dalla qualità del rapporto con le giovani generazioni private del loro futuro alla nostra immagine sulla scena europea e internazionale- in un crescendo rossiniano, continua l’attacco alla scuola pubblica. A dividersi la scena sono ora i libri di testo e gli insegnanti.

L’accusa ai testi scolastici è di proporre una versione di stampo eversivo, in particolare della storia patria. La soluzione sarebbe l’istituzione di una Commissione parlamentare che garantisca la loro oggettività e scovi quelli colpevoli di una parzialità che “getta fango su Berlusconi”. Va in questa direzione il Progetto di Legge Carlucci, firmato da 18 parlamentari del PDL, con allegato l’elenco dei libri incriminati e relativi passaggi messi all’indice del pubblico ludibrio.

Ci sarebbe di che allibire, ma ormai anche questo sta diventando difficile.

Per quanto si riferisce agli insegnanti, torna l’accusa, già prospettata il mese scorso in occasione del congresso dei cristiano-riformisti, di inculcare negli studenti ideologie e valori diversi da quelli della famiglia. Questa volta il contesto è l’incontro dell’Associazione Nazionale delle Mamme, il che ha comportato anche un melenso peana sul valore delle donne-mamme, ministre-mamme comprese, “più brave in tutto” secondo uno stereotipo nostrano che convive serenamente con una realtà che continua ad essere fatta da donne portatrici d’acqua escluse dal potere effettivo. 

Sicuramente in queste esternazioni si va ben oltre gli obiettivi proposti. Certo non si sta parlando dell’insegnamento della storia: chi può pensare che sia possibile ridurla a un neutro resoconto cronachistico degli eventi? Siamo sempre di fronte a narrazioni del passato, la cui attendibilità rinvia ad altri elementi, ad esempio al rigore e alla completezza delle fonti cui ci si rifà, che devono essere verificabili da chiunque. Ma temiamo che questi aspetti non interessino molto chi ha sollevato la polemica. Né si parla degli storici, ai quali non si può chiedere di schierarsi pregiudizialmente e fa davvero male vederli sul banco degli imputati, accusati in base alla loro funzionalità alla politica e al potere attualmente in auge. Non ci piace proprio che si entri nel merito di quanto i giudizi di Franco Della Peruta rispondano di una presunta “verità storica”: conta la correttezza delle sue argomentazioni, la sua credibilità di studioso, quell’onestà intellettuale che tale rimane anche quando altri studiosi arrivano a conclusioni diverse.

E allora ci chiediamo se ad essere sotto accusa non sia piuttosto tutta la scuola pubblica, così poco funzionale ad educare consumatori e a trasmettere una cultura che non sia indottrinamento a maggior gloria del potere. Al di là dell’apparente casualità di queste esternazioni, non si può più dubitare che tanta insistenza sulla scuola la indichi come un potente ostacolo nel piano, che sta così a cuore a chi ci governa, di liquidazione del sistema pubblico che passa anche attraverso la delegittimazione e l’intimidazione dei suoi professionisti.

Al centro della polemica è il ruolo che si attribuisce alla scuola pubblica.

E’ una scelta di fondo tra due alternative: da un lato ci si rifà a una scuola che persegue obiettivi di innalzamento dei livelli di cultura e di formazione che sono alla base dell’esercizio della cittadinanza e attraverso la rimozione degli ostacoli rende praticabile senza discriminazioni il diritto all’istruzione di cui parla la Costituzione. In questa prospettiva, il problema non è se i valori e le ideologie che la scuola inculca negli studenti sono diversi da quelli delle famiglie, ma il fatto che la scuola non deve inculcare proprio nulla. Educare è far crescere, sviluppare il senso dell’appartenenza a una comunità che si riconosce in determinati valori espressi nella carta costituzionale e che non sono ideologie ma assi d’orientamento della convivenza civile e il cui valore principale consiste nell’essere conosciuti e accettati in maniera consapevole.

Dall’altro lato c’è una scuola in cui è lecito indottrinare gli studenti, purché i valori di riferimento siano gli stessi della famiglia. Questo è particolarmente grave perché non parliamo di scuole private –per definizione parziali, rivolte a chi le sceglie perché si riconosce nel loro cartello valoriale e religioso- ma di scuola pubblica e allora dovrebbero esserci dei valori omologati, semplificati, definiti una volta per tutte che solo i regimi possono permettersi. Si sente come pericoloso il dettato costituzionale che afferma la libertà di pensiero e di parola, il diritto a un insegnamento non ideologico, lo sviluppo delle potenzialità individuali anche oltre i limiti del contesto familiare, la formazione di spirito critico, il rispetto della libertà e dell’uguaglianza.

Vale ancora l’osservazione di Salvemini “In generale tutti i partiti religiosi o politici guardano con cupidigia alla scuola e son portati a considerare gl’insegnanti come doganieri del pensiero, o giullari che abbiano il dovere di cambiare la canzone secondo muta il capriccio della castellana” (in “Il programma scolastico dei clericali”).

Quante volte ancora dovrà morire Socrate che non volendo educare i giovani agli dei della città fu accusato di perturbare e corrompere le loro coscienze?

(Aprile 2011)

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