Marcus è prematuro, di sette mesi …  viene trasferito … nella terapia  intensiva neonatale. Il 27 giugno  scorso avviene un errore micidiale: Nelle vene del neonato viene iniettato il latte che servirebbe a nutrirlo per via enterale… il piccolo muore.

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 Il ritardo nella denuncia (negato dalla direzione sanitaria) si aggiunge al sospetto che ci sia stato un tentativo di coprire la realtà e le responsabilità dell’ accaduto.

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Gli errori medici avvengono, e quando avvengono per colpa e non per dolo- e possono comunque procurare sventure atroci – dovrebbero essere guardati con compassione e rispetto per le persone e il loro lavoro, e con il proposito di correggere le circostanze che favoriscono la disgrazia. Colorare diversamente dei flaconi o dei tubicini, per esempio …

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…  se fossero confermate le preoccupazioni sull’ intenzione di occultare l’accaduto – e la cautela non è mai troppa -  sarebbe un’altra cosa. Perché l’errore umano e la disgrazia sono fratello e sorella: ma quando la disgrazia avviene e spaventa e mortifica e viene sentita irreparabile, e si accetta con se stessi di metterle riparo mascherando e falsificando, si compie un passo davvero irreparabile. Chi abbia la terribile responsabilità della morte del piccolo Marcus e del dolore di sua madre ha ancora la possibilità di piangerli e di compiangere se stesso. Una volta che abbia cambiato le carte in tavola, non più.

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un altro episodio … nel 2010  una neonata morì per errori commessi durante il parto. Dopo la denuncia dei genitori, un medico fornì la registrazione delle conversazioni avvenute tra medici e infermieri. “Vedete di apparare questa cartella nel migliore dei modi…Vediamo di metterla a posto ora che si può fare, domani potrebbero sequestrarla…”

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“La cosa terribile- avrebbe commentato la madre della bambina – è che questi signori, anziché ammettere i loro errori hanno cercato di tirarsi fuori da questa storia strappando la cartella e facendone una nuova. Fino a che non è spuntata quella registrazione era la mia parola contro la loro “.  Ecco, anche questo può succedere. L’ho ricordato per annotare che anche le cronache di questo episodio andarono sui giornali sotto il titolo di “Malasanità”.  La malasanità non c’entrava niente: era malavita.

 

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http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1I38US

 

 

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