I BOND MORTE  – QUANDO SI VIOLA LA DIGNITA’ UMANA (ndr) -   Stefano Rodotà – Nella frenetica ricerca di nuovi “prodotti finanziari”, con i quali continuare a intossicare il mercato, la riverita Deutsche Bank ha superato ogni limite, facendo diventare la vita stessa delle persone oggetto di speculazione. Il caso si può  così riassumere. Si individua negli Stati Uniti un gruppo di 500 persone tra i  72 e gli 85 anni, si raccolgono con il loro consenso le informazioni sulle condizioni di salute, e si propone di investire sulla durata delle loro vite. Più rapidi sono i decessi, maggiore è il guadagno dell’ investitore, mentre il profitto della banca   cresce con la sopravvivenza delle persone appartenenti al campione. Sono così nati quelli che qualcuno  ha definito i “bond morte”. Molte sono state le reazioni: la stessa Associazione delle banche tedesche ha detto che “il modello finanziario di questo fondo è contrario alla nostra morale e alla dignità umana”. Ma il fatto rimane, segno inquietante La vita entra senza riserve a far parte del mercato, è puro oggetto di calcolo probabilistico…  (…) Non voglio evocare con colpevole superficialità tragedie del passato. Ma la decisa reazione dell’ Associazione delle banche tedesche non si comprende se si ignora che proprio lì, negli anni del nazismo, la formalizzazione giuridica delle “non persone”, gli ebrei in primo luogo, portò a considerare vita e corpi come oggetti disponibili per il potere politico e medico. Oggi il potere sommo della finanza pensa di avere titolo per impadronirsene, in un modo immediatamente meno distruttivo, ma che porta con sé l’insidia della vita come merce. Non a caso i banchieri tedeschi evocano la dignità, la barriera che si volle levare contro la perversione giuridica del nazismo, scrivendo in apertura della costituzione che “la dignità umana è inviolabile”. (…) La questione è della massima rilevanza, perché tocca il tema attualissimo del rapporto tra libertà economica e diritti fondamentali. (…)

 Nell’ articolo 41  ( della Costituzione italiana ndr) … si afferma che l’iniziativa privata è libera, ma non può svolgersi “in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Questa … è la sottolineatura di un rischio che stiamo correndo, visto che i decreti di ieri e di oggi si aprono proprio con forzature interpretative che vogliono imporre letture dell’ articolo 41 tutte centrate sulla preminenza della libertà economica. (…) La dignità umana non è violata solo in casi limite come quello dei “bond morte”. E’ violata quando si capovolge il rapporto tra principio di dignità e iniziativa economica, attribuendo a quest’ultima un valore prevalente, come si cerca di fare oggi in Italia.

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IL MARCHIO A VITA PER  UNO SCONTO SULLA MERCE– Marino Niola - Marchiati a vita per uno sconto del 20%. Anche questo  a vita.E’ la trovata senza precedenti dei creativi della Marc Ecko Enterprises, gruppo globale di Lifestyle&Entertainment di culto. Che offre uno sconto permanente su tutti i prodotti del brand a chi si fa tatuare uno dei due logotipi del marchio. L’offerta è valida solo se il tatuaggio è indelebile. (…)  In questo modo i fanatici del brand si trasformano automaticamente in spazi  pubblicitari viventi. (…) Tutto questo  va molto oltre la semplice pubblicità. E’ un patto per l’eternità scritto a caratteri indelebili. Che intercetta i nuovi usi e costumi delle tribù contemporanee e li mette al servizio di una strategia di vera e propria identificazione tra il marchio e la persona.

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http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/08/news/tatuaggio_a_vita-29518847/

 

FRASI  CHE OFFENDONO (ndr) – Barbara Spinelli — C’è una parte di verità in quel che Mario Monti ha detto…Citato fuori  dal contesto, quel che ha aggiunto subito dopo è finito in un  buco nero: “E’ più bello cambiare e accettare nuove sfide, purchè in condizioni accettabili” (…)

 Resta l’inadeguatezza del vocabolario, e non può stupire il disagio profondo che esso suscita in chi nulla sa del lavoro sicuro, durevole, e vive un’ esistenza arrabattata, esposta alle durezze del mercato …  (…) “… Diteci come e quando saranno tutelati i lavori  non fissi “ Se Monti o il ministro Cancellieri si concentrassero solo sulle tutele, senza pontificare su  cosa sia il vivere autentico ( monotono o affetto da tedio, due stati d’animo che non  concernono lo Stato) sarebbero ascoltati con più interesse.

(…) Dietro le quinte della gaffe sembra … nascondersi dell’ altro: una sorta di sfasamento storico, una vecchia dottrina che riaffiora, sullo Stato e le sue funzioni in tempi di crisi. (…)  una storia che si ripete, un cambiamento senza cambiamento proprio quando urge spezzare la monotonia con discorsi nuovi. Con discorsi sulla fragilità dei deboli, fonte del declino demografico europeo. Sui magistrati chiamati a combattere la corruzione senza essere penalmente perseguibili. Sull’ Europa da edificare perché la trasformazione sia  preparata senza castigare i perdenti come negli anni ’20-’30. Sull’ “ondata mondiale di rinazionalizzazioni”, che secondo Beck  dilaga. Non per ultimo sulla politica degli immigrati, che faccia di loro i nostri futuri concittadini. In un ottimo articolo su Italianieuropei, Beda Romano racconta come la Germania sia forte perché esattamente su questo ha scommesso: introducendo il diritto del suolo fin dal 2000, e “trasformando lo Stato in un progetto politico più che etnico o religioso. In tanti modi si può rompere la monotonia. Purchè si rompa la monotonia autentica, e si scongiuri il cambiamento senza il cambiamento.

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