” Ho 35 anni e la settimana scorsa, per la prima volta in vita mia, ho avuto a che fare con la giustizia. Il mio ex marito è un violento e… continua a minacciarmi e a insultarmi ogni volta che può, in genere, quando viene a prendere o lasciare nostro figlio. (…) … tre anni fa mi sono fatta convincere dai miei genitori a denunciarlo. (…) Finalmente siamo arrivati davanti al giudice penale, che però alla prima udienza ha rinviato il processo al 2013 ! … io sono molto scoraggiata. Quando lui deve venire a prendere il bambino inizio a stare male due giorni prima … Ma non so che fare. “
Marina – Latina
Risposta di Giulia Bongiorno:
“Cara Marina,
comprendo perfettamente il tuo stato d’animo. Purtroppo sono molte le donne- e parlo anche di chi si rivolge alla fondazione Doppia Difesa – che vivono situazioni analoghe. (…) Chi si convince a denunciare spera che questo sia sufficiente per cambiare radicalmente la propria situazione, ma purtroppo non è così. Questo legittimo desiderio di giustizia si scontra con la difficile realtà del sistema giudiziario italiano: i tempi delle indagini e del processo sono spesso lunghissimi. Nuocciono in primo luogo alle vittime ( che talvolta, tra l’altro, sono costrette a continuare a vivere sotto lo stesso tetto del marito contro il quale hanno sporto denuncia) , ma anche agli imputati. (…)
Chi è responsabile di questi ritardi, mi chiedono spesso le vittime, disperate ?
(…)
La dilatazione dei tempi della giustizia è divenuta (pressocché) la regola e la responsabilità non può essere attribuita al singolo magistrato o al singolo tribunale. E’ il sistema che ha bisogno di essere riformato… Anche chi ci governa ne è consapevole e si sta impegnando a trovare le soluzioni.
Qualche giorno fa il ministro della Giustizia ha richiamato l’attenzione su alcuni dati allarmanti: al 30 giugno 2011, la mole dell’ arretrato da smaltire è pari a quasi 9 milioni di processi ( 5,5 milioni civili e 3,4 milioni penali); i tempi medi di definizione dei processi sono pari a 2.645 giorni nel civile e a 1.753 giorni nel penale.
Eppure è indispensabile avere fiducia nella giustizia. (…)
L’intero testo su:
DOV’ E’ A ROMA IL CENTRO DI ACCOGLIENZA – Collaborazione tra Doppia Difesa e Soccorso Rosa – CENTRO IN DIFESA DI DONNE E BAMBINI VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA:
Roma: A.P.E., Centro Accoglienza Persone Esposte : Lungotevere de’ Cenci 5/7- Aperto il lunedì e il giovedì dalle 9 alle 15; il martedì dalle 13 alle 19.
Per informazioni : www.centroape.it



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