Il cpt di Lampedusa

Ci sono altri luoghi dove i diritti dei migranti vengono negati: i Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE).
Vere e proprie carceri dove donne e uomini già provati da sofferenze ed abusi, scontano il loro reato di “migrazione di sopravvivenza non autorizzata”.

La lezione sui respingimenti la dobbiamo applicare ai CIE, dove la disperazione e la solitudine portano anche al suicidio.
Serve giustizia per i vivi, non sentenze ad esequie avvenute.

Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma

Sistema tedesco?..  spagnolo?..  misto?..

Le proposte per una nuova legge elettorale sono tante  
Ed è sempre più difficile capire come tornare a scegliere i nostri candidati
Libertà e Giustizia di Roma 

 venerdì 24 febbraio – ore 18,00

Sala  Valdese  Via M. Dionigi, 59  (Piazza Cavour)

Vogliamo scegliere

Una nuova legge elettorale per la sovranità dei cittadini

ne parliamo con
Stefano  CECCANTI
costituzionalista e parlamentare
Concita  DE GREGORIO
editorialista e scrittrice
Modera:  Massimo Marnetto
Coordinatore del Circolo Libertà e Giustizia di Roma

(Si ringrazia la Chiesa Evangelica Valdese per la cortese ospita

  Quale è la chiave di lettura più appropriata per leggere le vicende dell’ euro sistema, moneta senza Stato?  Provo ad avanzarne una che mi sembra interessante. La cornice costitutiva dell’ euro moneta non prevede la possibilità per uno Stato di uscire dal sistema: non prevede che la Banca centrale europea possa svolgere le operazioni di stabilizzazione finanziaria e finanziamento monetario dei fabbisogni statali che sono storicamente coessenziali alla sopravvivenza di uno Stato; non prevede una struttura di bilancio europeo in condizione di svolgere direttamente significative funzioni di stabilizzazione anticiclica dell’ area economica europea; non consente significativi trasferimenti interstatali per riequilibrare deficit strutturali di competitività, né per riequilibrare partite correnti nella bilancia dei pagamenti; prevede invece attraverso le disposizioni dell’ Eba che i titoli pubblici siano valutati nei portafogli bancari al valore di mercato.

 In queste condizioni l’esplosione (o l’implosione) del sistema è assai probabile; è solo questione di tempo e di circostanze. Ma gli assetti costituzionali reali trovano punti di assestamento e di equilibrio materiale che individuano, nel fuoco del tentativo di trovare soluzioni a problemi concreti, spazi di evoluzione interpretativa e di aggiustamento che riflettono la realtà delle forze in gioco. E’ lo schema della costituzione materiale, messo a fuoco dal nostro Costantino Mortati.

 Il patto  Euro compact e l’azione discreta ma costante della Bce per stabilizzare i differenziali di interesse tra titoli sovrani dell’area e per iniettare liquidità nel sistema delle banche ,  con operazioni di rifinanziamento a tre anni, sono  due modalità, non ortodosse sul piano formale, nell’ ottica del metodo comunitario, ma assai concrete ed efficaci per cercare di uscire dall’ angolo. Modalità che riflettono in pieno la visione della costituzione economica materiale che ha in testa la cancelliera  tedesca. Il punto è che questa modalità allenta la tensione sugli spread ed evita crac sistemici, per ora, nel sistema delle euro banche; può riportare anche una certa calma nei mercati, ma lascia a lungo termine tutti i nodi irrisolti. Nel lungo termine per offrire soluzioni valide occorre che prendano corpo visioni, progetti e prassi evolutive alternative, percepite come realistiche ed attuabili anche dai cosiddetti mercati.

 In altri termini, per sottrarsi alla stretta delle agenzie di rating ed al chiarissimo conflitto di interessi che ne segna il loro metodo di lavoro, occorre mettere in campo, praticare e realizzare obiettivi in termini di crescita, occupazione vera e competitività tra aree monetarie. Ora, la Germania, come ha osservato di recente Martin Wolf, in quanto Paese creditore, è contraria a una  “unione dei trasferimenti”, e centra tutto sulla disciplina di bilancio. Occorre allora tornare alla causa prima della crisi in atto che, come tutti ora convengono, non è stata l’ indisciplina dei bilanci pubblici dei Paesi mediterranei ma il credito allegro e l’improvvido indebitamento del settore privato.

La costituzione economica materiale europea spinge verso la realizzazione di strumenti fiscali e di bilancio tipici di un’ area federale. E’ un lavoro di lungo periodo visto con chiarezza dai padri dell’ Europa ma poi continuamente sterilizzato dalle classi dirigenti (per lo più di centrodestra), che hanno dominato la scena politica europea e che si sono sostanzialmente allineate alla visione anglosassone. Ora i nodi sono tutti tornati al pettine; se l’Europa deve crescere sulla scena globale non può pensare di scaricare solo al proprio interno i nodi di competitività che dividono le diverse aree. E’ opportuno che tutti i Paesi divengano “ più tedeschi”, ma a mano a mano che ciò avverrà è evidente che la posizione di creditrice netta della Germania verso gli altri Paesi dell’ eurosistema  è destinata a cambiare di segno; ma perché ciò possa avvenire è necessario che nel frattempo la Bce, il bilancio pubblico europeo e gli investimenti pluriennali sulle reti e sulle infrastrutture europee si muovano insieme, come strumenti coerenti, propri di un’ unica area monetaria che crea ricchezza e opportunità. Se la  costituzione materiale evolverà in questa direzione e i mercati percepiranno che questa evoluzione è chiara e irreversibile, il sentiero dell’ Europa unita si aprirà e sarà anche esso irreversibile.

l’Unità – 23 febbraio 2012

 

articolo181  (…) L’articolo 18 dello Statuto dei  Lavoratori non obbliga affatto le aziende oltre i 15 dipendenti a tenerseli anche se infedeli, assenteisti,  fannulloni e ladri . Semplicemente consente a chi viene licenziato senza giusta causa o giustificato motivo di chiedere al giudice il reintegro in azienda. Dopodiché il giudice stabilisce se il licenziamento era motivato o pretestuoso: nel primo caso reintegra, nel secondo no. Ora l’infedeltà, la fannulloneria e il furto sono motivi più che giustificati per licenziare: bisogna però, come per tutte le accuse, dimostrarli.

 A questo punto … Davvero la signora Marcegaglia ha le carte in regola per accusare i sindacati di proteggere i ladri? Dipende  da che cosa si intende per “ladri”. Se ladro è chi si appropria indebitamente di denaro altrui, nella categoria rientrano gli imprenditori che pagano tangenti e le accollano alla collettività gonfiando i costi dei lavori… Che ha fatto in vent’anni Confindustria per combattere la corruzione ?  (…)

L’ articolo su:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/diversamente-onesti/193161/

Tecnici.jpg(…)  Intorno all’ azione del governo “intercapedine” (lessico Monti) stanno aumentando, a sorpresa, gli sguardi non solo tecnici, ma anche… politici, preoccupati per le prossime elezioni…

E arrivano sorprese a catena. 

La prima consiste nello scoprire che intorno a questo “corso strutturale di serietà”, grazie al quale si riescono a prendere “decisioni non sempre gradite”… sta sobriamente lievitando un capitale di consensi, un tesoretto di voti che può far saltare il banco dei vecchi equilibri e di tanti calcoli che, sia a destra sia a sinistra, si basavano sull’ amministrazione dei, cosiddetti, bacini elettorali. (…)

la seconda sorpresa: i partiti hanno fatto un passo indietro, sia pur appoggiando il governo, per lasciare ai “tecnici” il compito, per loro impossibile, di distribuire medicine amare e poi si trovano a scoprire che con le medicine amare si raccolgono più voti che con i loro sciroppi dolciastri. (…)

Terza sorpresa: i teorici della politica, tanti e pur diversi ( da Jon Elster a Jurgen Habermas, da Cass Sunstein a Bruce Ackermann …) rispondono: “Grazie, lo sapevamo già”.  Infatti… tanti leader nazionali … Sono convinti che la politica consista principalmente nel difendere gli interessi di un’area elettorale… e trasmetterlo ai posteri. Ma la sola  percezione… che, a forza di misure “impopolari” come il pensionamento a 67 anni e più tasse sulla casa… stia aggregando un gran potenziale di voti, dimostra che l’idea della politica come …. gestione di un orto  è povera cosa e non trova riscontri né nella pratica né nella scienza politica.

E qui arriva la spiegazione fornita dalla teoria ( e dal buonsenso) : la politica non è solo, e forse…per niente, una tecnica di misurazione delle preferenze o degli interessi ma… di altre più sottili ardue capacità, quelle di trasformare le preferenze degli elettori e spingerli persino a  reinterpretare i loro propri interessi, riflettendoci sopra., fino a persuadersi ad accettare misure che sembrano contraddire nel breve termine sia le loro preferenze sia i loro interessi. La politica non è la stessa cosa dei sondaggi, ma un processo che prevede, in democrazia, l’evolvere dei giudizi attraverso la discussione e la riflessione. E- miracolo- le opinioni cambiano, evolvono, tengono conto e molto dell’ interesse generale e del futuro…

 L’ intero articolo su:

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1B5CLW

 

  •    (…)

Dall’ inizio della crisi sul debito sovrano europeo, gli Stati appartenenti alla zona dell’ euro tra i quali l’Italia hanno impegnato in assistenza finanziaria qualcosa come 300 miliardi di euro per i salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo.

Per contrastare la stessa crisi, garantendo la stabilità monetaria nell’ Eurozona, la Bce e le 17 banche centrali nazionali della moneta unica hanno acquistato sul secondario 219,5  miliardi di titoli di Stato in euro, portando il totale degli interventi già in atto  oltre quota 500 miliardi. Non da meno, l’Eurosistema si é reso disponibile a finanziare le banche all’ 1% per tre anni per importi illimitati con un surrrogato del quantitative easing che potrebbe valere 1.000 miliardi. E c’é in arrivo il fondo  salva- Stati  permanente Esm con altri  500 miliardi disponibili, il quale, con una decisione attesa al Consiglio europeo del prossimo primo marzo, potrebbe aggiungersi alla potenza di fuoco residua dell’ Efsf. (…)

… non va dimenticato che quello della Grecia é tra i più grandi salvataggi di uno Stato sovrano di tutti i tempi.  (…)  

Cosa può andare storto nelle prossime settimane …? Un pò di tutto. Il Pil greco potrebbe tornare a crescere meno del previsto… Il debito/Pil potrebbe stentare a centrare l’obiettivo del 120,5% per il 2020. L’esito delle elezioni in aprile potrebbe accrescere la destabilizzazione politica  nel Paese.  (…)  Nel peggiore dei casi, la Grecia rischia di essere messa al bando o fuori dai confini dell’ Eurozona…

Quel che succederà alla Grecia é però presto a dirsi.

Sul futuro dell’ Eurozona, invece, sulla bilancia inizia a pesare sempre più quel che é stato fatto piuttosto che quello che resta da fare, al netto degli interventi targati Fmi, del fiscal compact e del six pack.  Per la Grecia: 80 miliardi nel primo pacchetto di aiuti; almeno 130 miliardi nel secondo…. Per il Portogallo: 52 miliardi, tra Efsf e Efsm. Per l’ Irlanda: 40,2 miliardi, tra Efsf e Efsm. Per l’ Efsf : una potenza di fuoco da 440 miliardi. Per l’ Esm : una disponibilità finanziaria da 500 miliardi. Per  la stabilità del sistema bancario e finanziario: 220 miliardi del Securities markets programme …

L’intero articolo su:

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1B3FGA

 

“ Non un generico richiamo a una maggiore attenzione verso quello che é diventato un elegante orpello da mettere nel cassetto nei momenti difficili, bensì un ragionamento coerente e articolato sul perché l’Italia dovrebbe sfruttare il proprio patrimonio artistico come leva per innescare la ripresa, anziché considerarla una spesa da emarginare”.  E’ quanto scrive il blog “Zeronegativo” a proposito del Manifesto per la cultura lanciato dalla Domenica del Sole. Manifesto che – ribadisce “Stefanofracasso” – “ rappresenta un vero capovolgimento rispetto al lapidario “con la cultura non si mangia” di  tremontiana memoria”. L’ iniziativa ha avuto un’ampia eco in rete : i blog che hanno commentato o semplicemente linkato l’articolo sono davvero tanti : “scienzainrete”, “materialismostorico”, “nuovaresistenza”, “radioscienza”,”iononfaccioniente” , “scuolademocratica”, “circololucedelsud”, “paperblog”, “sarpiatwork” : tutti a sottolineare che si è in presenza di “un documento serio sul binomio beni culturali/cultura-sviluppo”

 

Scrive “diariopensieri”: “Quello che l’articolo vuole mettere in luce è lo stretto rapporto esistente tra cultura e sviluppo: bisogna investire in conoscenza per aumentare il progresso e la produttività  del nostro paese. Un articolo trasversale che investe diversi settori, quali l’economia, la politica e l’istruzione, e che rispecchia la situazione italiana, tutt’altro che positiva”. Un invito a firmare il Manifesto arriva anche da “legambientevalpellice”: “Purtroppo nel nostro paese si è affermata, negli ultimi anni, la marginalità della cultura. Oggi si impone un radicale cambiamento di marcia. Bisogna porre lo sviluppo della cultura al centro delle scelte dell’ intero Governo”. Un programma forse ambizioso, ma che è assolutamente fondamentale mettere in atto. Perché, come ricorda, il Manifesto : “Niente cultura, niente sviluppo”.

 http://www.democraziakmzero.org/files/2011/07/cittadino-europa.jpg  (…)   D.  Il suo Paese appare come una potenza che detta legge al resto del Continente. Non viene percepito questo in Germania ?

“Credo che attraverso la politica finanziaria e sociale degli ultimi anni la democrazia sia stata gravemente danneggiata. Per me quando Angela Merkel parla di democrazia conforme ai mercati dovrebbe già dimettersi; semmai dovrebbero essere i mercati a conformarsi alla democrazia, che dovrebbe dire loro che cosa è consentito e che cosa no. Non dovremmo cadere nella trappola di dividerci, italiani o portoghesi o greci contro tedeschi; non siamo allo stadio. (…)

D. Ma ogni volta che la Repubblica Federale  persegue i propri interessi, si risveglia lo spettro del passato: in Grecia Merkel e il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble sono stati raffigurati in veste di nazisti. Non la disturba?

Certo che mi disturba. Non solo per la cosa in sé… ma perché contribuisce a nascondere le vere cause;   ripeto, non dobbiamo ridurre tutto a una questione di nazionalità, in ogni Paese ci sono coloro che guadagnano e coloro che pagano. I guadagni vengono privatizzati e le perdite socializzate…(…)

D. La riunificazione tedesca fu un miracolo. Tutti parlavano di unità europea. Oggi i forti stanno con i forti.

(…) Con la caduta del blocco comunista, é venuta meno una realtà che costringeva l’Ovest a pensare a risposte sociali. Al posto di questa realtà, c’é il mercato globale. E’ diventata un’ Unione dei profitti. Come cittadini di questa Europa, non siamo riusciti a tenere nei ranghi il capitalismo” (…)

D. Vede un rischio populismo?

Il rischio… é sempre  presente.In Germania i partiti su punti decisivi dicono le stesse cose. Tutto diventa una questione di persone e di immagine più che di contenuti. La politica dovrebbe riprendere coscienza del fatto che é sovrana. Invece ha sempre più delegato il potere ai tecnici dell’ economia .  Nell’ ’89-90 si é posto l’accento sulle privatizzazioni, ma si é tralasciato di chiederci che società vogliamo.

 

 L’intera intervista  su:

 

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1B3FNT

 

foto : Ognuno per la sua strada – Allegoria della società moderna.  di Vincenzo P

Ognuno per la sua strada di Vincenzo P

Roberto Mania –  IL PARTITO DEL NON ACCORDO-   Forse la frase di Monti due giorni fa a Milano … non esprimeva solo tattica negoziale. Forse indicava la prospettiva più realistica: ciascuno per la sua strada. Il negoziato si è ingolfato… Un accordo a tutti i costi, imposto dal senso di responsabilità politica, dalle direttive della Commissione europea e dall’ Eurotower di Francoforte, e nel segno della pace sociale, convince sempre meno. (…)  Sindacati,Confindustria,  le associazioni delle banche e delle piccole imprese  rappresentano interessi e temono di poter far perdere qualcosa ai propri iscritti. (…) Oggi prevale lo spirito di conservazione. D’altra parte è stato lo stesso Monti a dire che al tavolo negoziale non è presente “la vera costituency” del governo, cioè i giovani. E allora, il nervosismo  crescente della giornata di ieri si spiega anche così. (…)

Lo spartiacque è costituito dal piano del ministro del lavoro, Elsa Fornero, sugli ammortizzatori sociali. Da quel giorno il partito del non accordo o della conservazione ha cominciato a pensare di serrare le fila. (…) “ Senza una  proposta di merito- dice uno dei protagonisti del negoziato- ciascuno si chiude nel proprio fortino”. (…)

 L’articolo intero su:

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1B3E0U

 Precedenti:

MARIO MONTI, parlando alla comunità finanziaria italiana a Piazza Affari … si è detto “fiducioso” che “entro marzo potremo presentare al parlamento un provvedimento” sulla riforma del mercato del lavoro “anche senza accordo con le parti sociali”, tuttavia sperando che questo si possa trovare, ha aggiunto.

 L’articolo del 20/02/2012  su:

 http://www.repubblica.it/economia/2012/02/20/news/monti_non_ci_sar_bisogno_di_una_manovra_aggiuntiva-30187300/

 

PIERLUIGI BERSANI  … “Se non ci sarà accordo, il Pd valuterà in Parlamento quel che viene fuori sulla base delle nostre proposte”. “In questo momento di recessione … serve la riforma ma serve anche la coesione. Serve una scommessa insieme e sono convinto che il governo è impegnato a  raggiungere un accordo. Il Pd seguirà quell’accordo”.

 MARCEGAGLIA: “Vorremmo un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici,  ladri e chi non fa bene il proprio lavoro” (video 1).

 Una presa di posizione, quella della Marcegaglia, che non è piaciuta alla Cgil …  

 SUSANNA CAMUSSO. “La trovo offensiva”, ha affermato la segretaria, mentre il commento affidato alla rete replica così:   “Dire, come fa Marcegaglia, di volere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa il proprio lavoro è davvero troppo. Sono affermazioni non vere che offendono e mettono in discussione il ruolo del sindacato confederale. Le smentisca”.

 Sostenere che “l’articolo 18 sia un ostacolo a licenziare  … significa dire che si vuole una logica per cui se hai gli occhi azzurri, tu puoi essere licenziato: si chiama discriminazione”. Per questo, ha proseguito, “noi diciamo di no, non perché difendiamo i privilegi di qualcuno contro altri, ma per l’idea che quando sei un lavoratore hai dei diritti e dei doveri e se hai solo dei doveri non sei una persona libera” (…)

 L’articolo del 21/02/2012  su:

http://www.repubblica.it/economia/2012/02/21/news/marcegaglia_articolo_18-30256693/

 

 

Legge elettorale, Ignazio Marino scuote il Pd: “Si impegni per il...

L’intervista su:

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1B1J4F

© 2012 Circolo di Roma Suffusion theme by Sayontan Sinha