Ancora sacrifici? …
Nel messaggio di Capodanno Napolitano invoca la capacità dei lavoratori di “fare sacrifici”, come nel Dopoguerra con la Cgil di Giuseppe Di Vittorio e negli anni ’70 con Luciano Lama.
La storia andrebbe utilizza per quello che è… Dico solo che nel ’77 c’era la scala mobile, si andava in pensione con 35 anni di anzianità e non c’era la precarietà di oggi. Negli anni ’50 dovevi avere un impiego per alzarti oltre la soglia della povertà, oggi puoi essere povero anche lavorando. (…)
Il premier Mario Monti ha fatto eco al Quirinale invitando i sindacati a non evocare i conflitti sociali.
Appunto. Non ci sono rischi da evocare, la disgregazione sociale è in atto, con un aumento delle disuguaglianze senza precedenti. (…) In questi ultimi quindici-venti anni c’è stato un trasferimento di 10-12 punti di prodotto interno lordo, oltre 150 miliardi all’anno, dai salari al profitto. Con un crollo degli investimenti sia pubblici che privati.
Per Napolitano c’è l’esigenza pressante di aumento della produttività del lavoro.
… basta che non pensi anche lui ad aumentare la produttività con più sfruttamento, cioè lavorare di più a parità di salario. (…)
Il ministro del Lavoro Elsa Fornero vuole un accordo sul lavoro. Lei che cosa si aspetta?
Non so, vedo che finora questo governo ha solo colpito chi lavora … Adesso temo che si vogliano tagliare le aliquote contributive, mentre bisognerebbe portarle per tutti al 33% sennò si abbassa ulteriormente la pensione a chi oggi è giovane.
Lei che cosa proporrebbe sul mercato del lavoro?
Ce ne sono di cose da cambiare. Estendere gli ammortizzatori sociali, ridurre la precarietà e la dualità del mercato del lavoro. Ma non togliendo diritti a chi ce li ha. (…) E comunque questa discussione non affronta IL NODO VERO DELLA CRISI .
Quale ?
C’è il rischio concreto di scomparsa del sistema industriale. Non ci sarà ripresa senza un piano straordinario di investimenti pubblici e privati. E questo chiederemo con la manifestazione nazionale dei metalmeccanici dell’ 11 febbraio prossimo a Roma.
(…) investimento straordinario non solo in infrastrutture ma anche in prodotti e tecnologie. Riguarda le auto, i treni, le navi, tutti i comparti industriali in sofferenza. Se non interviene lo Stato, i privati non faranno niente. Una delle ragioni della crisi italiana è il ritardo negli investimenti in ricerca. Il governo deve fare qualcosa. (…)
Noi chiediamo al ministro Corrado Passera di convocare un tavolo su Fincantieri e uno su Fiat, dove c’è anche una questione di democrazia. (…) La Fiat pretende di decidere che la Fiom non abbia vita nei suoi stabilimenti: questo non ha precedenti. LA DEMOCRAZIA non è solo un problema tra Fiom e Fiat, E’ UNA QUESTIONE DI TUTTI . (…)
D. Il discorso di Capodanno di Napolitano è anche un’operazione politica?
Non mi sfugge. E pone un problema politico: i REFERENDUM di giugno scorso e le elezioni amministrative hanno posto una domanda di cambiamento a cui la politica non ha risposto. E’ un errore. La democrazia non è pericolosa.
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