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Chi  ci guadagna dalla  distruzione della speranza degli europei in una patria comune ? L’attacco delle agenzie private  di rating  fa nascere il  timore fondato che l’Europa sia invisa ai mercati  finanziari ; che a non volerla siano coloro che sanno di avere nelle loro mani l’arma della sua sopravvivenza: il credito. L’ Unione per meglio regolare il capitalismo,per metterlo al servizio dei cittadini democratici , del benessere nella libertà : questa è stata l’ambizione, il sogno coltivato dal nostro continente per più di mezzo secolo. Quel sogno non piace, nè piace questa nostra ambizione a voler governare l’economia. A non piacere è in effetti proprio la politica,quell’arte tutta umana di creare ordini normativi per poter consentire a tutti di vivere come uguali in dignità, combattendo i  poteri dispotici e assoluti, quali che siano …

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La crisi dell’ europa è un segno evidente del fatto che quella che si gioca è una lotta aperta tra democrazia e tecnofinanza, tra un potere politico pubbblico e un potere privato e invisibile, un potere, per giunta, che si è alimentato di quella stessa libertà  economica  per mezzo della quale ( e per proteggere la quale) la democrazia moderna è sorta esi è consolidata.

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La sfida che il potere tecnofinanziario globale ha lanciato richiederebbe un’azione straordinaria e intelligente della politica globale, da parte di tutti coloro che ancora vogliono credere che oltre le piazze finanziarie ci sia una società di liberi e uguali che reclama la propria autonomia didecisione. La  battaglia per l’ Europa è una battaglia per la politica, per questo è una battaglia di libertà.

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