Cara Europa, è tempo di agire
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Le incertezze, i tentennamenti, i ritardi con cui è stata affrontata la questione ( messa in sicurezza dell’ Eurozona ndr), hanno riacceso il dibattito sull’ euro e sulla sua stessa sopravvivenza se non si procede a un completamento della cornice istituzionale all’ interno della quale il disegno della moneta unica europea era stato collocato, fin dal suo concepimento da parte del Comitato Delors. (…)
La mancata realizzazione di questo “centro di governo” ha determinato quella che fin dall’ inizio ho denunciato come una zoppìa del sistema, una asimmetria istituzionale che nei dieci anni trascorsi dall’ introduzione dell’ euro non si è stati capaci di rimuovere: la separatezza tra politica monetaria e politica fiscale. La Banca centrale europea non svolge un ruolo di prestatore di ultima istanza perchè non ha dietro di sé uno Stato, ma diciassette Stati con altrettanti debiti pubblici. Di conseguenza non deve sorprendere che i contribuenti dei Paesi con i conti in ordine siano restii a mostrarsi solidali nei confronti dei Paesi con alti livelli di debito pubblico, in nome di un interesse comune. (…)
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Ciampi: la finanza senza regole ruba il futuro ai giovani.
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Con la violenza evangelica di chi vorrebbe scacciare i mercanti dal tempio, Ciampi (nel suo libro ndr) prende le distanze dal pensiero unico degli ultimi trent’anni. Sentenzia: (…) ” Hanno fatto della finanza (quella finanza che nei manuali di economia apprendiamo essere al servizio della produzione, dello scambio, dello sviluppo ) la foresta dove appagare appetiti ferini, dove impera la legge non scritta del cinismo, del disprezzo di ogni valore che non sia quello del guadagno, del successo, del potere”. Questa non è una crisi economica qualsiasi, è un passaggio d’epoca.
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Sul piano culturale, il bersaglio è l’estremismo liberista che aveva eletto il mercato a feticcio e l’innovazione finanziaria a lampada magica dell’ economia. Al pensiero unico “che ha visto ingrossarsi le fila di entusiasti quanto acritici sostenitori delle virtù salvifiche di un agire economico svincolato dalle regole” (…)
Ciampi corre il rischio della presa di posizione netta, indipendente, non terzista. Fin dall’ inizio, rivolgendosi al giovane italiano, Ciampi cita il suo coetaneo Massimo Ottolenghi, vecchio militante del Partito d’Azione, che scrive “Ribellarsi è giusto” , un titolo alla Sartre. E conclude con un altro coetaneo, Stéphane Hessel, e il suo pamphlet “Indignez-vous !“
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Campagna 005
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
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La Repubblica Siamo Noi
Libertà e Giustizia – Milano
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