Sono curioso di vedere come l’auspicata crescita del 10% del Pil si tradurrà in consumo di territorio attraverso nuove case, nuovi capannoni, nuovi centri commerciali, nuove strade ed un ulteriore incremento del traffico, in particolare nelle zone pianeggianti del Nord Italia, ma non solo. Negli ultimi anni, nonostante la crescita bassa o nulla, grandi zone agricole sono state trasformate e cementificate. Quindi, sono molto preoccupato per come verrà tradotta in pratica la cosiddetta crescita. Sarebbe auspicabile che l’impatto su zone ancora naturali e sui terreni agricoli sia minimo e anzi si proceda al ripristino dei paesaggi ed alla minimizzazione delle brutture del passato, e anche del presente, quando quasi ogni attività dell’ uomo doveva portare automaticamente ad una riduzione della qualità ambientale.



Campagna 005
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