Corteo a Firenze (Foto Gianfranco Romanini per 'La Comune')Corteo a Firenze (Foto Gianfranco Romanini per ‘La Comune’)

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… avevo negli occhi e nelle orecchie le immagini del corteo dei senegalesi di Firenze nelle ore in cui chiudevo il secondo dei due libri appena usciti per una piccolissima casa editrice Alphabeta, che raccontano come fosse un romanzo d’avventura una straordinaria storia davvero accaduta in Italia negli anni Settanta.

Una storia di cui i nostri ventenni sanno poco o niente e quanto sarebbe importante che la conoscessero, invece, per dare una direzione e un senso costruttivo alla loro sacrosanta indignazione.

C’era una volta la città dei matti  e Marco Cavallo – poderosi tomi, non libricini – narrano l’incredibile magnifica rivoluzione condotta controcorrente da un pugno di donne e di uomini guidati da Franco Basaglia.  Raccontano come sia stato possibile far approvare in Italia, nei giorni del sequestro Moro, una legge che riguardava apparentemente una irrilevante minoranza di persone, i matti dei manicomi.  E siccome allora, davvero, molti dei “matti” erano semplicemente vittime delle violenze di quel tempo, non è poi così difficile per quanto sia- lo riconosco- sommamente impreciso pensare che il posto che occupavano i matti negli anni di Basaglia l’abbiano adesso i neri d’Africa e gli afgani e i migranti dei barconi che muoiono speronati al largo delle nostre coste.

Numeri, volti senza identità, estranei, stranieri, diversi da noi che si insinuano nelle strade e nelle piazze proprio come, usciti dai manicomi, Boris e Mara, Margherita e suo figlio cercavano senza trovarlo un posto in un appartamento a Gorizia, a Trieste.

La cronaca dell’ assemblea in cui i cittadini “normali” denunciano come l’apertura dei centri di igiene mentale  nel loro quartiere faccia perdere valore alle loro case, la paura  delle “donne per bene” di fronte a “quelli là”, l’ostilità, la chiusura. L’atteggiamento dei politici, così prudente, così diffidente, anche a sinistra: perché non bisogna perdere di vista il fatto che sarà pure giusto che i matti escano dai manicomi ma la gente non li vuole e il nostro elettorato sono la gente, non i matti. Ecco, c’è di più di una suggestione, come vedete .

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L’antidoto è a rilascio lento, come certe medicine omeopatiche, e comincia dalle parole senza rabbia dei senegalesi di Firenze e da due libri così.

 

L’intero articolo su:

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=18EVFH

 

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