Stralci.

Che cosa resta della verità dopo il declino- più o meno definitivo- della stagione dei populismi mediatici in Italia?   Ieri a Torino si sono confrontati sul tema molti dei più importanti filosofi italiani, insieme a giuristi, storici e altri studiosi, per il convegno sul “Nuovo realismo” promosso dalla Fondazione  Rosselli insieme al Laboratorio di Ontologia dell’ Università di Torino.

(…)

Nel suo  discorso… Umberto Eco ha ribadito:

“ Interpretazione e schemi ci fanno vedere la realtà sotto prospettive diverse. Però c’è un  limite a tutto: se pretendi che l’Ulisse racconti la storia di una contessa russa infelice in amore che si butta sotto il treno non stai interpretando Joyce, stai facendo altro. Così, noi non abbiamo alcun criterio ultimo per sapere se un’interpretazione è assolutamente giusta, visto che non siamo nella mente di Dio. Per contro, non c’è bisogno del sapere assoluto per rendersi conto che qualcosa è sbagliato”.

(…)

Per Mario De Caro, invece

“ se non  si assume una posizione almeno moderatamente realistica, perdono senso alcune delle più importanti discussioni contemporanee, da quella sullo statuto della morale a quella sulla responsabilità collettiva delle imprese”

 

Ma, ha argomentato Roberta De Monticelli,

 “ dalla negazione del cognitivismo morale, cioè della difendibilità con argomenti filosofici dei valori morali, segue che è possibile affermare la liceità di qualsiasi pratica, con gli effetti, anche sociali e politici, che abbiamo avuto sotto gli occhi fino ad oggi… (…)

 

ha sottolineato Ferraris-

“ Contrariamente a quanto si pensa- la modernità non è stata razionalista: uno dei suoi eroi è stato proprio Nietzsche, che ha criticato la pretesa di Socrate secondo cui la ragione e il sapere portano la virtù”. (…)

 

Ma l’applauso finale…è… per un giurista …Stefano Rodotà quando evoca  quel “ realismo del diritto che si fonda sui diritti delle persone” …

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