From www.libertaegiustizia.it     19 dicembre 2011 -

Libertà e Giustizia lancia un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché si impegnino a ratificare le convenzioni internazionali firmate dall’Italia in materia di corruzione, dotando così il nostro Paese di adeguati strumenti per la lotta contro questo fenomeno.

Al riguardo, Transparency International ha recentemente pubblicato il suo Report annuale circa i livelli di corruzione percepita nei diversi Paesi del mondo: nel 2011 l’Italia retrocede di due posizioni rispetto al 2010 e si pone al 69esimo posto, a pari merito con Ghana, Macedonia e Samoa.

Si tratta di un giudizio severo e tuttavia prevedibile: già nel 2009 sulla drammatica situazione del nostro Paese si era concentrata l’attenzione del GRECO (Group of States against Corruption), l’organizzazione istituita dal Consiglio d’Europa che si occupa di monitorare il fenomeno della corruzione nei diversi Paesi del continente. In tale occasione vennero sottolineate le peculiarità che rendono il quadro italiano particolarmente allarmante: pericoloso intreccio fra criminalità organizzata e corruzione, assenza di efficaci misure preventive, scarsa trasparenza delle pubbliche amministrazioni e – soprattutto – mancanza di un’adeguata legislazione in materia.

Si rende necessario un deciso intervento di riforma da parte del nostro legislatore, in modo da armonizzare il nostro ordinamento agli altri sistemi giuridici europei. Proprio a tal scopo, in seno al Consiglio d’Europa sono state firmate nel 1999 due Convenzioni contro la corruzione, una in ambito penale, l’altra in ambito civile: la prima punta ad uniformare le fattispecie penali previste dalle differenti legislazioni europee e a favorire una più efficace cooperazione tra autorità di diversi Paesi; la seconda mira a assicurare un effettivo risarcimento alle vittime della corruzione in ogni parte del continente. Nonostante le due Convenzioni siano già state ratificate in diversi Paesi europei (entrando perciò ufficialmente in vigore rispettivamente nel 2002 e nel 2003), l’Italia non ha ancora raccolto la sfida: i disegni di legge di ratifica giacciono nei due rami del Parlamento, ignorati dalla nostra classe politica.

 

Facciamo dunque appello al nostro Parlamento e al Governo affinché si adoperino per facilitare il percorso parlamentare delle leggi di ratifica delle due Convenzioni del Consiglio d’Europa: oltre ad essere eticamente inaccettabili, i costi della corruzione rappresentano anche una grave emorragia di risorse economiche che il nostro Paese, specie in un momento come questo, non può più permettersi di ignorare.

(A cura di Fabio Chiovini e Matteo M. Winkler per LeG)

Sorry, the comment form is closed at this time.

© 2012 Circolo di Roma Suffusion theme by Sayontan Sinha