Già, perchè sotto questo aspetto il bank run ( la corsa al ritiro dei depositi bancari allo sportello ndr ) è quanto di più vicino allo stereotipo più trito della “tempesta perfetta”, in cui cause ed effetti coincidono: si teme che una banca sia insolvente e ritirando in massa i propri depositi si contribuisce a renderla tale..
(…) Diciamolo subito, sono comportamenti emotivi inutili… Il motivo è semplice: anche nell’ ipotetico caso di default di un istituto di credito, i risparmi dei clienti sono tutelati dai fondi di garanzia. In prima istanza il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, cui aderiscono obbligatoriamente tutte le banche italiane e che garantisce la restituzione della liquidità fino a un massimo di 100mila euro per intestatario di conto corrente, entro 20 giorni dall’ eventuale liquidazione coatta amministrativa; analogamente opera il Fondo di garanzia dei depositanti del Credito Cooperativo, per gli istituti di questa natura. A coprire l’eventuale incapienza di questi presìdi- chiamati a risolvere emergenze singole e non sistemiche- interviene il Fondo di Garanzia Istituzionale avviato nell’autunno 2008 dall’ Esecutivo italiano con lo scopo specifico di prevenire le crisi. Ciò dovrebbe bastare per sopire qualsiasi pulsione a mettersi in fila davanti alla propria banca appena i mercati iniziano ad andare in fibrillazione.
Il problema è che … pochi correntisti italiani sanno dell’esistenza dei fondi di tutela a loro destinati. E’ quanto emerge da un occasional paper di Laura Bartiloro pubblicato di recente su Questioni di Economia e di Finanza della Banca d’Italia (“Is your money safe? What Italians know about deposit insurance ?). (…)
Stralcio tratto dall’ articolo ” Reti di sicurezza sul risparmio degli italiani” di Marco lo Conte – Il Sole 24 Ore, pag 13 – 10 novembre 2011-



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