Maria Coscioni: ” Spero che la vicenda umanissima di Lucio Magri, che ha deciso di non soffrire più , e ha posto fine al suo dolore, sia insegnamento”-
Ignazio Marino: ” A Lucio Magri è dovuto un rispettoso silenzio, ci sono luoghi della nostra coscienza intorno ai quali nessuno deve permettersi di esprimere giudizi. Ma adesso non dividiamoci: il tifo da stadio non è giustificabile di fronte alla fragilità umana”.
Mina Welby: se “Lucio Magri ha scelto di morire, vuol dire che considerava la sua depressione senza via d’uscita e la scelta dell’ individuo è l’unica cosa che conta”.
Beppino Englaro, ricordando come nel caso di Eluana, ciò che vale “è solo e sempre il primato della coscienza personale”.
Domanda a Valentino Parlato : Lei difende il diritto al suicidio ?
” Sì, se uno è padrone della vita è anche padrone della sua fine. Nella Costituzione non c’è scritto che tutti i cittadini hanno il dovere di campare finchè morte naturale non li fulmini”. ( frase tratta dall’ Intervista a Valentino Parlatdi Simonetta Fiori su la Repubblica- 30 novembre 2011)
Michela Marzano ( stralcio da “Il senso della vita“-la Repubblica- 30 novembre 2011 ) : ” Perchè non esiste un “diritto di morire”. Su questo punto non ci sono dubbi. Ce lo ha recentemente ricordato anche la Corte europea dei Diritti dell’ Uomo. Ma non esiste nemmeno un “dovere di far vivere”. Soprattutto quando una persona ha deciso altrimenti. Nei Fratelli Karamazov, Dostoevskij scriveva: “Ama la vita più del senso, e anche il senso troverai” . Ma quando la vita non la si ama proprio più, come si fa a darle ancora un senso ?
Luca Telese- ( stralcio da ” Lucio Magri, bello, comunista e intellettuale”- Il Fatto Quotidiano- 30 novembre 2011) … Comunque vada e qualsiasi cosa si pensi, è morto con un gesto che ci interroga e riscrive un frammento del nostro costume. Ecco perchè questa scelta privatissima, al pari di quella impulsiva e ribelle di Mario Monicelli, già oggi dispiega la sua forza politica, il suo impatto dirompente su un’opinione pubblica attardata e cloroformizzata in medioevali dispute sul fine vita, nel cuore esangue di una sinistra che fatica a confrontarsi con l’idea della morte. Una idea oggi ridotta a puntello di piccole identità ideologiche nella contesa politicista fra i cosiddetti laici e i cosiddetti cattolici.
P.S.- le frasi di M.A. Coscioni, Ignazio Marino, Mina Welby e Beppino Englaro sono tratte dall' articolo di Maria Novella De Luca "L'ultima eresia di Lucio Magri, è polemica sul suicidio assistito"- la Repubblica- 30 novembre 2011



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