(…)
…voglio ora trascrivere l’inizio del discorso che Carlo Azeglio Ciampi pronunciò davanti alle Camere il 6 maggio del 1993, dopo essere stato nominato Presidente del Consiglio da Scalfaro. Sono parole di estrema attualità … :
” E’ per la prima volta nell’ applicazione della Costituzione repubblicana che un semplice cittadino, senza mandato elettorale, parla davanti a voi nelle funzioni di presidente del Consiglio ed io sento innanzitutto di dover testimoniare in quest’ Aula il rispetto profondo, l’amore civico mai venuto meno, l’orgoglio degli italiani perle istituzioni rappresentative. La storia della democrazia italiana , della progressiva attuazione dei suoi valori, dello stesso avanzamento civile del nostro Paese, coincide con la storia del Parlamento. Con grande emozione sono qui per ottenere la vostra fiducia non soltanto ai sensi dell’articolo 94 della Costituzione, ma in un senso molto più largo. Intendo una fiducia che prescinda dalla contabilità dei voti dati o dei voti negati. Mi riferisco ad una fiducia morale del Parlamento anche da parte di chi riterrà di dare voto negativo riconoscendo però l’utilità e forse la necessità e l’onestà dello sforzo che questo governo si propone di compiere. (…) “
Quel governo durò un anno ponendo le basi della ripresa economica e morale. Votò anche la riforma della legge elettorale e poi si dimise avendo assolto al compito che gli era stato affidato. (…)
Penati … forse è troppo pessimista (sulla situazione economica ndr) ma ci va vicino. Personalemnte penso che una terapia sia ancora possibile purchè applicata con urgenza. Credo sia questo il programma di Monti: efficacia e urgenza, crescita e rigore. Ho scritto altre volte, parafrasando Draghi, Roubini e Stigliz, che a questo punto i provvedimenti di crescita sono più urgenti del rigore perchè consentono un rigore “sano”. Senza crescita il rigore diventa una tremenda malattia che si chiama deflazionee recessione. (…)
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