Il presidente Nicolas Sarkozy e il cancelliere Angela Merkel… hanno annunciato che i loro paesi faranno il possibile per salvare le banche dell’ eurozona. Innanzitutto punteranno a ricapitalizzarle… Detto altrimenti, le banche sono riuscite a convincere gli amici che siedono nel consiglio direttivo della Bce a creare al computer tutto il denaro che occorre per toglierle dalla situazione in cui si sono cacciate da sole, contraendo debiti in misura di molto superiore a quanto permetterebbero le loro riserve. (…)
Ammettiamo pure che al punto in cui è giunta la crisi non c’erano alternative al salvataggio delle banche. Anche se non è vero, perchè se l’aiuto della Bce equivale o supera il valore d’una banca tanto varrebbe nazionalizzarla. Tuttavia il passo più rischioso cui Sarkozy e Merkel stanno spingendo la Ue consiste nel salvare le banche senza compiere alcun tentativo per avviare una vera riforma del sistema finanziario.
Ai nostri giorni una prima occasione fu persa nell’ autunno del 2008. In appena 13 mesi, a partire dall’ agosto 2007, erano fallite o avevano dovuto essere nazionalizzate Bear Stearns, AIG, Fannie Mae e Freddie Mac (imprese semi-pubbliche specializzate nella cartolarizzazione dei mutui), e Lehmann Brothers negli Stati Uniti; Northern Rock, HBOS e la Royal Bank of Scotland in Gran Bretagna; Fortis, Anglo Irish Bank e Irish Natiowide nella eurozona.
Data la grande paura, se in quel momento i governi Usa e Ue avessero osato sarebbero forse riusciti a riformare sul serio il sistema finanziario internazionale. Con un risultato cruciale: avrebbero quasi certamente evitato il riesplodere della crisi nella primavera del 2010, camuffata adesso da crisi dei bilanci pubblici, ma che in realtà è una crisi dei bilanci delle banche. Perciò il rinnovato salvataggio delle banche, prima in Usa e ora nella Ue, senza che si sia posto mano a una riforma del sistema,sta preparando una crisi ancora peggiore. (…)
Ma perchè mai una riforma radicale del sistema finanziario si impone, senza la quale andremo a sbattere presto in una crisi ancora peggiore?
I motivi principali sono tre :
- il sistema finanziario è troppo grosso, complesso e opaco per venire assoggettato a qualsiasi forma di efficace regolazione. (…)
- In secondo luogo ogni gruppo è formato da centinaia e a volte migliaia di consociate operanti in ogni settore della finanza, ciò che rende impossibile a qualsiasi regolatore un esame analitico delle loro attività.
- Infine una parte considerevole di queste ultime (attività ndr) si svolge in modo del tutto opaco. (…) E’ lo sterminato dominio della finanza ombra, ed è qui che si trova la causa prima della crisi del 2007. I mutui facili o sub-prime hanno funzionato soltanto da innesco.
In sostanza, di tutti i molti modi per organizzare l’attività bancaria, il peggiore è quello che abbiamo oggi.
… il Regno Unito è l’unico paese Ue in cui siano state avanzate delle proposte di riforma del sistema finanziario... Perfino il rapporto della Commissione sull’ attività bancaria- definita indipendente, ma assai vicina ai banchieri- presentato al governo nel settembre 2011 indica una serie di vizi del sistema finanziario che andrebbero decisamente corretti. Essi vanno dalla commistione delle attività commerciali con quella di investimento alle dimensioni esorbitanti che rendono le banche troppo grandi per lasciarle fallire; dall’ eccessiva assunzione di rischi all’ uso di un altissimo effetto leva (che significa contrarre debiti enormi con scarsi capitali propri). Rispetto alle riforme che sarebbero davvero necessarie, si tratta di poco più di un’aspirina, come altri rapporti inglesi hanno subito rilevato. Ma è comunque l’avvio di una seria discussione politica, condotta in prima persona dal cancelliere Osborne, che tra l’altro ha fatto sua l’idea di separare nelle banche le attività commerciali dalle operazioni di investimento in proprio.
Nell’ eurozona, mentre i governanti si impegnano a salvare i maggiori gruppi bancari, che diventeranno così ancora più grossi e complessi, le riforme di cui si parla puntano sulla necessità di accrescere la trasparenza delle loro attività. Le quali sono opache e non regolabili appunto perchè quei gruppi sono troppo grossi e complessi.
Chissà che prima o poi qualche gruppo di indignados non arrivi a spiegarlo ai governi dell’ eurozona.
la Repubblica- 13 ottobre 2011
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