“Cambiare la partecipazione, per cambiare il Paese”: con questo invito, giovedì 6 Ottobre, abbiamo svolto l’Assemblea cittadina del Circolo di Roma, un incontro volutamente aperto a simpatizzanti, ma anche ”plurale”, ovvero con spazi per rappresentanti di altre associazioni con cui condividiamo dei progetti.
Nell’introduzione, vado subito sul tema della partecipazione e dei tre tipi di gruppo con cui pensiamo di realizzarla.
- Il gruppo di progetto è la modalità più sperimentata: le persone si concentrano verso un obiettivo, come nel caso dei soci che stanno portando la Costituzione nelle scuole, con il sostegno dell’Associazione Nazionale dei Magistrati, spiegato da Maurizio Olivieri, che lo condivide con Oriana Alatri.
O di chi sta lavorando – con più di 50 associazioni – per far adottare la tassa sulle transazioni finanziarie dello 0,05% “che serve – dice Federica Corsi – per far pagare agli speculatori almeno un po’ della crisi che hanno provocato con la “finanza casinò” dei titoli tossici”.
(Mentre proiettiamo il video sulla “Campagna 005″, continuano ad arrivare altre persone.)
- I gruppi di opinione sono un “format” sperimentato da Linda Catanese e Fausta Deshormes, dove i cittadini si vedono per approfondire temi di attualità, per poi farne oggetto di un incontro pubblico, anche invitando autori di libri incentrati su temi selezionati.
- Infine, lanciamo il gruppo di territorio nei casi – sempre più numerosi – dove una comunità deve affrontare un problema particolarmente serio del proprio ambito, per sopperire all’inerzia degli amministratori.
Questo approccio riprende l’impegno svolto da Cinzia di Fenza per sostenere la battaglia dei residenti dell’Eur contro l’idea – poi ritirata – di trasformare il verde del quartiere in un circuito di “formula 1″. così come le mobilitazioni per campagne internazionali realizzate da Isabelle Vankerkove e Patrizia Luzzatto.
Mancano le sedie. Mai successo in nessuna Assemblea cittadina del Circolo di Roma.
Ma quest’anno si sente qualcosa di diverso nell’aria.
Le persone vogliono capire, ma soprattutto “fare qualcosa per non far affondare la barca”, come mi dice una delle presenti.
L’impegno di cittadinanza che chiede LeG lo possiamo svolgere anche semplicemente facendo il nostro dovere.
Come ha scritto l’avvocato Ambrosoli nella sua ultima lettera diretta alla moglie, recitata da una giovane attrice nella sala improvvisamente immobile in un silenzio di vetro.
riprendiamo con interventi dal pubblico.
“Perché non diffondiamo nelle scuole anche la Costituzione Europea – propone una signora – anche se si chiama Trattato di Lisbona?” Prendiamo nota.
Parlo del significato della manifestazione di Milano, “per ricucire l’Italia” un Paese diviso e disorientato “senza più padri da ricordare, né figli da rispettare”, come dice ”Adelante, adelante” la canzone di De Gregori, di cui ascoltiamo il testo senza musica, declamato come una poesia civile.
Guarderemo – dico in conclusione – le indicazioni che avete inserito nei questionari e vi contatteremo per darvi la possibilità di non essere solo soci di una associazione, ma cittadini vigili sulla democrazia, disposti a lavorare per la sua manutenzione.
Alla fine “spiazziamo” la sala, ormai gremita con persone anche in piedi.
Maurizio Zeppilli – un serio esperto economico con il vizio della musica – ha portato la sua chitarra e inizia a suonare un accordo.
Io prendo la tonalità e canto come un inno la ”Libertà” di Giorgio Gaber.
Che “non è uno spazio libero… e neanche il volo di un moscone… la libertà non è stare sopra un albero… libertà è… PARTECIPAZIONE!“
Dopo due strofe acustiche, sale il brano originale cantato da Gaber amplificato nella sala, che si riempie di applausi e saluti.
L’anno è iniziato…
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia – Circolo di Roma
L’ultima lettera di Giorgio Ambrosoli alla moglie
Adelante! Adelante! (di Francesco De Gregori) – Video e testo
La Libertà (Giorgio Gaber) – Video e testo