Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale.
Adelante! Adelante!
C’è un uomo al volante,
ha due occhi che sembra un diavolo!
Adelante! Adelante!
È in arrivo, è distante,
alla fine di questo tavolo.

Di questo cavolo di pianura,
di questa terra senza misura,
che già confonde la notte e il giorno,
e la partenza con il ritorno,
e la ricchezza con il rumore,
ed il diritto con il favore,
e l’innocente col criminale,
ed il diritto col carnevale.

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale.
Da Torino a Palermo,
dal cielo all’inferno,
dall’Olimpico al Quirinale.
Da Torino a Palermo,
dal futuro al moderno,
dalle fabbriche alle lampare.

In questa terra senza più fiumi,
in questa terra con molti fumi
Tra questa gente senza più cuore,
e questi soldi che non hanno odore,
e queste strade senza più legge,
e queste stalle senza più gregge,
senza più padri da ricordare,
e senza figli da rispettare.

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale.
Adelante! Adelante!
C’è un uomo al volante,
c’è un ombra sulla pianura.
Adelante! Adelante!
Il destino è distante,
alla fine dell’avventura.

Che si nasconde in un polverone,
nell’orizzonte di un acquazzone,
e nei vapori della benzina,
diventa musica nella mattina,
e meraviglie sudamericane,
e companatico senza pane,
arcobaleno sotto le scale,
e paradiso nel temporale.

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale…

Anna carissima,

 è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I. (Banca Privata Italiana n.d. r.) atto che ovviamente non soddisfarà molti e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente dì ogni colore e risma non tranquillizza affatto.

 E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese. Ricordi i giorni dell’Umi (Unione Monarchica Italiana n.d.r.) , le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito.

 Con l’incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato – ne ho la piena coscienza – solo nell’interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo. I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie.

 Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell’altro [... ] Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi.

 Hai degli amici, Franco Marcellino, Giorgio Balzaretti, Ferdinando Tesi, Francesco Rosica, che ti potranno aiutare: sul piano economico non sarà facile. ma – a parte l’assicurazione vita – (…)

 Giorgio

“Cambiare la partecipazione, per cambiare il Paese”: con questo invito, giovedì 6 Ottobre, abbiamo svolto l’Assemblea cittadina del Circolo di Roma, un incontro volutamente aperto a simpatizzanti, ma anche  ”plurale”, ovvero con spazi per rappresentanti di altre associazioni con cui condividiamo dei progetti.
Nell’introduzione, vado subito sul tema della partecipazione e dei tre tipi di gruppo con cui pensiamo di realizzarla.
  •  Il gruppo di progetto è la modalità più sperimentata: le persone  si concentrano verso un obiettivo, come nel caso dei soci che stanno portando la Costituzione nelle scuole, con il sostegno dell’Associazione Nazionale dei Magistrati, spiegato da Maurizio Olivieri, che lo condivide con Oriana Alatri. 
    O di chi sta lavorando – con più di 50 associazioni – per far adottare la tassa sulle transazioni finanziarie dello 0,05% “che serve – dice Federica Corsi – per far pagare agli speculatori almeno un po’ della crisi che hanno provocato con la “finanza casinò” dei titoli tossici”.
(Mentre proiettiamo il video sulla “Campagna 005″, continuano ad arrivare altre persone.)
  • gruppi di opinione sono un “format” sperimentato da Linda Catanese e Fausta Deshormes, dove i cittadini si vedono per approfondire temi di attualità, per poi farne oggetto di un incontro pubblico, anche invitando autori di  libri incentrati su temi selezionati.
  • Infine, lanciamo  il gruppo di territorio nei casi – sempre più numerosi – dove una comunità deve affrontare un problema particolarmente serio del proprio ambito, per sopperire all’inerzia degli amministratori.
    Questo approccio riprende  l’impegno  svolto da Cinzia di Fenza per sostenere la battaglia dei residenti dell’Eur contro l’idea – poi ritirata –  di trasformare il verde del quartiere in un circuito di “formula 1″. così come  le mobilitazioni per campagne internazionali  realizzate da Isabelle Vankerkove e Patrizia Luzzatto.
Mancano le sedie. Mai successo in nessuna Assemblea cittadina del Circolo di Roma.
Ma quest’anno si sente qualcosa di diverso nell’aria.
Le persone vogliono capire, ma soprattutto “fare qualcosa per non far affondare la barca”, come mi dice una delle presenti. 
L’impegno di cittadinanza che chiede LeG lo possiamo svolgere  anche semplicemente facendo il nostro dovere.
Come ha scritto  l’avvocato Ambrosoli  nella sua ultima lettera diretta alla moglie,  recitata da una giovane attrice nella sala improvvisamente immobile in un silenzio di vetro.
riprendiamo con  interventi dal pubblico.
“Perché non diffondiamo nelle scuole anche la Costituzione Europea – propone una signora – anche se si chiama Trattato di  Lisbona?”   Prendiamo nota.
Parlo del significato della manifestazione di Milano, “per ricucire l’Italia” un Paese diviso e disorientato “senza più padri da ricordare, né figli da rispettare”, come dice  ”Adelante, adelante” la canzone di De Gregori, di cui  ascoltiamo il testo senza musica, declamato come una poesia civile.
Guarderemo – dico in conclusione – le indicazioni che avete inserito nei questionari e vi contatteremo per darvi la possibilità di non essere solo soci di una  associazione, ma cittadini vigili sulla democrazia, disposti a lavorare per la sua manutenzione.
Alla fine “spiazziamo” la sala, ormai gremita con persone anche in piedi.
Maurizio Zeppilli – un serio esperto economico con il vizio della musica – ha portato la sua chitarra e inizia a suonare un accordo.
Io prendo la tonalità e canto come un inno la  ”Libertà” di Giorgio Gaber.
Che “non è uno spazio libero… e neanche il volo di un moscone… la libertà non è stare sopra un albero… libertà è… PARTECIPAZIONE!
Dopo due strofe acustiche,  sale il brano originale cantato da Gaber amplificato nella sala, che si riempie di applausi e saluti.  
L’anno è iniziato…

Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia – Circolo di Roma

L’ultima lettera di Giorgio Ambrosoli alla moglie

Adelante! Adelante! (di Francesco De Gregori) – Video e testo

La Libertà (Giorgio Gaber) – Video e testo

Occhio non vede, voto non cambia.
E’ questo il vero movente della legge bavaglio, voluta da Berlusconi per nascondere al Paese la sua mediocrità.
E non fa niente se tutto questo mina la Costituzione, il diritto all’informazione, l’art. 21.
Perché al primo posto per lui c’è lui. 
E il suo obiettivo di conservare il consenso a tutti i costi. 
Ancora di più adesso, che  lo vede calare  di giorno in giorno. 
Per  ”colpa”   della  libera stampa, che  rivela quanto il cavaliere disprezzi la Legge, anche se insulta  i magistrati che semplicemente la applicano.
Berlusconi si sente  perseguitato dall’uguaglianza.
Vuole leggi sartoriali, perfette per bloccare i suoi processi.
Ma se nonostante tutto i processi partono,  non vuole che la stampa lo faccia sapere ai suoi elettori.
Difendere  la libertà di stampa:è quindi decisivo,  perché garantisce la qualità del consenso e quindi della democrazia.
E sabato a Milano (14,30 Arco della pace) Libertà e Giustizia chiederà a tutti noi di mobilitarci  nel nome della  Carta che ci unisce.
Per reagire contro chi vuole che  il  Paese sia  diviso dalla precarietà del lavoro, dal conflitto delle generazioni, dalle discriminazioni contro le donne, dalla brutalità contro i migranti, dalla insostenibile concentrazione di ricchezza e potere.
Se amiamo l’Italia, dobbiamo esserci.  
Di più, “ricucirla”.
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia – Coordinatore del Circolo di Roma

Ambasciatore David H. Thorne,

le scrivo per esprimere la netta protesta di tanti italiani  per l’ondata di arresti eseguiti dalla polizia di New York  tra gli “Indignatos”,  che manifestavano pacificamente contro  la finanza speculativa, insediata nella Borsa di Wall Street.
“Indignarsi” contro chi si arricchisce ai danni dei cittadini e dell’economia reale ci sembra giusto e necessario.
Per questo, con molti altri cittadini, ci battiamo per l’adozione di una tassa dello 0.05%  (Campagna 005) su ogni transazione  finanziaria speculativa.
Abbiamo almeno due obiettivi:  contrastare la “finanza-casinò” ed ottenere un “risarcimento” verso tutti coloro che hanno  pagato la crisi creata dalla dissennata “bolla” speculativa.
Ambasciatore Thorne,
le campagne come le nostra   non le fermeranno gli arresti, perché quegli “indignati”  davanti a Wall Street non sono soli, ma  fanno parte di una reazione mondiale.
Solo in Italia, siamo più di 50 associazioni a batterci per tutelare noi stessi ed i popoli più indifesi dai “signori dei derivati”, che incassano sempre e non pagano mai.
E ce la faremo
Perché noi non siamo una “bolla”.
Massimo Marnetto
“Campagna 005 – Responsabile mobilitazione

Vogliono condonare le operaie morte a Barletta.

Questo governo ancora una volta sta pensando di fare sconti a chi non rispetta le regole  e a chi fa abusi edilizi, appena dopo i funerali delle vittime del crollo.
Tanto  queste sono mogli, madri, pagate  meno di 4 euro l’ora per stare tutto il giorno a cucire  in un sottoscala; non “gnocche” che prendono mille euro per stare tutta la notte  col miliardario.
Anche stamattina tante persone sono uscite di casa per andare al loro lavoro nero, perché hanno solo quello.  Per  loro il governo non ha nessun progetto di miglioramento.
Ma si è impegnato affinché presto ogni precario possa avere la certezza di non essere intercettato.
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma
Un uomo in giacca e cravatta comparve un giorno in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli fosse offerto.
I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto, molti accettarono e tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tantissime persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente, offrì 300 € a quei pochi che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.
Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge di asini che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie a 400 € l’una.
Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 € la settimana successiva, tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quel prezzo anche se molto più alto di quanto avevano ricavato alla precedente vendita e, per far ciò, si indebitarono con la banca.
Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.
Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell’asino era crollato. Gli animali furono pignorati ed affittati a caro prezzo ai loro stessi proprietari dal banchiere.
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.
Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).
Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio né quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità … Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.

 Sindaci e banchieri dicevano che ciò era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.

Questa triste storia diventa ancora più istruttiva quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte dei proprietari di asini. Noi li chiamiamo fratelli MERCATO. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete?

Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli INDIGNATI) … e fate circolare questa storiella….

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