Il nostro Paese in questi ultimi mesi di crisi ha perso a tal punto credibilità che lo spread dei titoli di Stato italiani rispetto ai bund tedeschi si è spinto molto al di sopra di quello della malconcia  Spagna. (…)  Eppure basterebbe poco per dare a chi ci critica o ci guarda con diffidenza un segnale di reazione e di  progettualità . (…)

Volendo, iniziative per la crescita e riforme importanti si potrebbero decidere rapidamente. Per esempio, già nella sua audizione alle commissioni riunite del Parlamento sulla manovra finanziaria, il 30 agosto scorso, il neo-governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco aveva indicato una possibile via per rilanciare lo sviluppo: una riduzione delle aliquote contributive non pensionistiche delle imprese (che diventerebbero così più competitive, con un aumento del Pil stimato intorno al 0,3-0,4%) finanziata con un prelievo sugli immobili.

Ma il governo, che ha basato la sua campagna elettorale  sull’abolizione dell’ Ici, di fronte a una simile opzione è indeciso. (…)

Tuttavia, nonostante il caos politico-istituzionale ci debiliti giorno dopo giorno, il Paese è ben vivo nei suoi punti di forza, come mostra lo straordinario dinamismo dell’ export, con le vendite ai Paesi extra Ue di settembre superiori addirittura del 7,4% al massimo pre-crisi. Persino sulla crescita, la revisione delle serie storiche del Pil italiano operata dall’ Istat, ha alzato la nostra crescita 2010  dall’ 1,3% all’ 1,5%. Dunque, lo scorso anno siamo cresciuti più della Francia. (…)

Sarebbe perciò tempo di far parlare i numeri e i fatti positivi del nostro Paese per riguadagnare la fiducia dei mercati e delle agenzie di rating, per ribattere alle eccessive critiche dei nostri partner europei e per ridurre l’ingiusta pressione sui nostri titoli pubblici e le nostre banche, la cui esposizione in Grecia e negli altri  Pigs è risibile, al contrario  di quella delle banche francesi e tedesche.

Ma la voce politica dell’ Italia, a dispetto di ciò che il Paese reale sta facendo e sopportando in termini di sacrifici è flebile. E senza autorevolezza non si fa buona comunicazione, essenziale  per convincere gli investitori e chi ci giudica. Né si fanno valere adeguatamente gli interessi nazionali nei consessi europei ed internazionali.

 

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