Roma, 13 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) –

“Solo una politica sorda ai bisogni degli ammalati e alle evidenze scientifiche poteva approvare una legge del genere. Si obbligano le persone, anche coloro che hanno indicato di non volere un tubo nell’intestino, a riceverlo per legge; le indicazioni che ognuno lascera’ non saranno vincolanti per il medico, che potra’ disattenderle. Questo e’ incivile e inaccettabile. Si e’ arrivati addirittura a inserire un articolo che prevede l’assenza di attivita’ cerebrali per applicare il testamento biologico: in altre parole, questa legge dice ai medici che possono sospendere le cure quando una persona e’ morta. Davvero un bel risultato”.

Cosi’ Ignazio Marino, senatore del Pd, sul testamento biologico che oggi ha iniziato, in terza lettura, il suo iter in Commissione Sanita’ al Senato.


“Questa legge – conclude Marino – trasforma le dichiarazioni anticipate di trattamento in carta straccia. La politica non deve ne’ scegliere, ne’ interrompere le terapie, deve solo permettere a ognuno di noi di decidere con i propri affetti, nell’ambito del rapporto tra medico e paziente, quali cure siano appropriate e quali no”.

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