Scappano dalla carestia di cibo ed entrano nella carestia di legalità.
Se non finiscono come cadaveri chiusi in dei sacchi blu, i migranti vengono sigillati nei CIE, non-luoghi senza tempo e senza diritti.
Lo abbiamo detto forte e chiaro nel sit-in davanti al Senato, per protestare contro la conversione in legge del decreto Maroni, che prevede tra l’altro l’estensione del trattenimento dei migranti nei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) da 6 a 18 mesi.
Pena triplicata, senza un motivo, senza un reato.
Inflitta a persone che hanno fretta di lavorare perché si sono indebitati per il viaggio, perché hanno famiglie che aspettano rimesse per vivere.
Sotto la sigla LasciateCIEntrare associazioni, partiti e semplici cittadini.
Insieme per non lasciare soli donne ed uomini che questo Governo vorrebbe “rimuovere” dalla cronaca politica, impedendo persino l’ingresso della stampa nei CIE.
Un ordine del giorno passato al Senato potrebbe riaprire le porte ai giornalisti, ma non si sa né come, né quando.
In questa censura della disperazione allora sono ancora più importanti le nostre parole e la nostra vigilanza.
Perché questo è un sequestro collettivo di innocenti stremati da fame e guerre.
Ma l’unico riscatto per liberarli è la nostra partecipazione.
Che c’è. E ci sarà.
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma



Campagna 005
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