di Carmine Saviano

Nessun omissis. Liberare la televisione di Stato dal controllo dei partiti, restituirla ai cittadini. Per “garantire la libera circolazione delle informazioni e il libero accesso alle notizie”. Parte da qui La Rai dei cittadini, iniziativa del MoveOn italiano. Che oggi presenterà le linee guida della propria proposta di riforma. Nuova governance del servizio pubblico radiotelevisivo, carta per i diritti degli utenti, disamina delle prospettive offerte dalla rete per ampliare qualità e quantità dell’informazione. Un incontro aperto ad associazioni, sindacati, movimenti ed esponenti dei partiti.

Contro il palinsesto unico. Una discussione sul futuro della Rai resa sempre più urgente “dall’attacco inaccettabile del Governo ai giornalisti e alle loro trasmissioni più viste e più libere”. Attacco neutralizzabile solo attraverso l’allargamento della partecipazione alle decisioni dell’azienda: “Noi come abbonati abbiamo il diritto di esigere un maggior coinvolgimento nelle scelte di qualità e di controllo del servizio pubblico offerto dalla Rai”.

L’iniziativa. Numerose le adesioni all’iniziativa del MoveOn. E all’incontro di questa sera a Roma, è prevista la partecipazione di Maria Maranò (fermareilnucleare.it e Legambiente), Tana De Zulueta (”per Un’altra tv”), Maria Luisa Busi, Andrea Vianello (Agorà-Raitre), Roberto Natale (Fnsi), Carlo Verna (UsigRai), Giuseppe Giulietti (Art. 21), Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia), Vincenzo Vita (Pd), Gennaro Migliore (Sel), Leuluca Orlando (Idv), e Antonello Falomi. E di numerosi lavoratori della Rai.

da www.repubblica.it

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