lei ha insultato una donna precaria della PA, definendola come “la parte peggiore del Paese”.
Lei non se ne intende del Paese, perché vive chiuso nella bolla della sua arroganza.
Non sa cosa prova veramente chi vive il lavoro con l’angoscia del rinnovo.
Ma offendendo quella lavoratrice precaria, ha offeso anche me. E tutti noi.
Perché la solidarietà nei valori è una parentela tra sconosciuti.
E se ci toccano i più deboli, li difendiamo.
Ministro ripensi alla violenza delle sue parole.
Si vergogni. E poi ci chieda scusa
Fausta Deshormes La Valle
Libertà e Giustizia di Roma




Campagna 005
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
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Libertà e Giustizia – Milano
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