di Carmine Saviano

Nessun omissis. Liberare la televisione di Stato dal controllo dei partiti, restituirla ai cittadini. Per “garantire la libera circolazione delle informazioni e il libero accesso alle notizie”. Parte da qui La Rai dei cittadini, iniziativa del MoveOn italiano. Che oggi presenterà le linee guida della propria proposta di riforma. Nuova governance del servizio pubblico radiotelevisivo, carta per i diritti degli utenti, disamina delle prospettive offerte dalla rete per ampliare qualità e quantità dell’informazione. Un incontro aperto ad associazioni, sindacati, movimenti ed esponenti dei partiti.

Contro il palinsesto unico. Una discussione sul futuro della Rai resa sempre più urgente “dall’attacco inaccettabile del Governo ai giornalisti e alle loro trasmissioni più viste e più libere”. Attacco neutralizzabile solo attraverso l’allargamento della partecipazione alle decisioni dell’azienda: “Noi come abbonati abbiamo il diritto di esigere un maggior coinvolgimento nelle scelte di qualità e di controllo del servizio pubblico offerto dalla Rai”.

L’iniziativa. Numerose le adesioni all’iniziativa del MoveOn. E all’incontro di questa sera a Roma, è prevista la partecipazione di Maria Maranò (fermareilnucleare.it e Legambiente), Tana De Zulueta (”per Un’altra tv”), Maria Luisa Busi, Andrea Vianello (Agorà-Raitre), Roberto Natale (Fnsi), Carlo Verna (UsigRai), Giuseppe Giulietti (Art. 21), Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia), Vincenzo Vita (Pd), Gennaro Migliore (Sel), Leuluca Orlando (Idv), e Antonello Falomi. E di numerosi lavoratori della Rai.

da www.repubblica.it

Carissima Conchita,

 

“les rumeurs” prima, poi il tuo editoriale di ieri ci avevano messi in grande allarme.

Oggi, interviene cosi bruscamente il comunicato congiunto…

Siamo in moltissimi a essere profondamente addolorati. Ci mancherai, chiunque prenda il tuo posto.

Siamo sopratutto noi donne, ne sono convinta, a soffrire per questa improvvisa notizia. E’ prima di tutto a noi che tu hai dato voce, fin dalla fine dell’estate 2009, con la campagna “rompiamo il silenzio”, nella quale siamo intervenute in tante con le lettere che tu hai pubblicato , e poi con l’appello “se non ora quando?”, sfociato nelle memorabili piazze del 13 febbraio. Le 80.000 (certo di più) nostre firme per dire “basta!” che tu hai voluto trasferire sull’inserto speciale del 5 febbraio testimoniano la coralità della risposta, cui hanno partecipato anche tanti uomini.

Ci mancherai, ci mancherà il tuo giornale, il nostro giornale, i tuoi editoriali cosi coinvolgenti e appassionati eppure sempre sereni ed equilibrati. Ci mancherà la Piccoletta! Se ne andrà anche lei?

Facci sapere quale sarà “il posto dove trovarsi”.

Dove, fin da ora, ti raggiungano i nostri auguri e il nostro grazie.

 

Fausta Deshormes La Valle

Ministro Brunetta,
lei ha insultato una donna precaria della PA, definendola come “la parte peggiore del Paese”.
Lei non se ne intende del Paese, perché vive chiuso nella bolla della sua arroganza.
Non sa cosa prova veramente  chi vive il lavoro con l’angoscia del rinnovo.
Ma offendendo quella lavoratrice precaria, ha offeso anche me. E tutti noi.
Perché la solidarietà nei valori è una parentela tra sconosciuti. 
E se ci toccano i più deboli, li difendiamo.
 
Ministro ripensi alla violenza delle sue parole.
Si vergogni. E poi ci chieda scusa
Fausta Deshormes La Valle
Libertà e Giustizia di Roma

Ministro Brunetta,

lei ha insultato una donna precaria della PA, definendola come “la parte peggiore del Paese”.

Lei non se ne intende del Paese, perché vive chiuso nella bolla della sua arroganza.

Non sa cosa prova veramente chi vive il lavoro con l’angoscia del rinnovo.

Ma offendendo quella lavoratrice precaria, ha offeso anche me. E tutti noi.

Perché la solidarietà nei valori è una parentela tra sconosciuti.

E se ci toccano i più deboli, li difendiamo.

Ministro ripensi alla violenza delle sue parole.

Si vergogni. E poi ci chieda scusa

 

Fausta Deshormes La Valle

Libertà e Giustizia di Roma

 

Roma, c/o Festival Arcipelago – cinema Intrastevere, vicolo Moroni, 3/a  

Si svolgerà venerdì 24 giugno, nell’ambito di Arcipelago, Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, la premiazione della seconda edizione del Concorso nazionale di cortometraggi “Nuovi Italiani: storie di ordinaria integrazione”. Il festival è promosso dal Circolo di Roma dell’associazione Libertà e Giustizia in collaborazione con Arcipelago e con il contributo della Provincia di Roma.

I tre cortometraggi finalisti saranno scelti tra una rosa di dodici film pre-selezionati, fra i numerosi che sono stati iscritti da tutta Italia nei mesi scorsi provenienti da un vasto panorama di filmakers, associazioni, scuole. Il volume, la qualità e la varietà di stile dei corti pervenuti segnala la sensibilità crescente verso le tematiche dell’integrazione e del sociale.

La giuria sarà composta dai giornalisti e scrittori Antonio Pascale (collabora con il il Mattino, Lo Straniero e Limes, autore di Questo è il paese che non amo. Trent’anni nell’Italia senza stile pubblicato nel 2001) e Riccardo Staglianò (giornalista de La Repubblica, e scrittore di Grazie Ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti) e dalla scrittrice eritrea Ribka Sibhatu (ricercatrice in Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, nel 1993 pubblica Il cittadino che non c’è, Edizioni Interculturali di Roma)

Il Concorso è stato insignito per il secondo anno consecutivo della “Medaglia della Presidenza della Repubblica” che sarà  consegnata come premio “Libertà e Giustizia” ad uno dei tre corti vincitori.

Quest’anno il concorso si avvale anche, per la prima volta, della partnership con Babel (Sky, Canale 141), il canale dedicato ai nuovi italiani. Babel assegnerà una menzione speciale ad un corto in concorso privilegiando i criteri di coerenza con il tema, la creatività espressa nell’identificazione dell’idea e nella stesura dello script e infine nella qualità espressa nella fase realizzativa di ripresa, montaggio e finalizzazione.

Tutti i corti pre-selezionati saranno proiettati nel corso delle diverse serate del festival Arcipelago al cinema Intrastevere di Roma dal 20 giugno al 23 giugno dalle ore 20,45, per poi essere presentati tutti in un programma ad hoc nella serata della premiazione il giorno 24 giugno dalle ore 21.

Il concorso si è avvalso del patrocinio ufficiale e del sostegno di numerose organizzazioni:

-        Unicoop Tirreno e Lega Coop Nazionale

-        ARCI

-        CGIL

-        UIL- P.A.- Ministero Infrastrutture e Trasporti

-        Legambiente

-        Amref Italia

-        Federazione Italiana del Tempo Libero

-        ANPI di Roma “Carla Capponi”

-        Associazione LIBERA

-        ACLI

-        Orisa Produzioni

-        Shangrillà Vacanze Top Sardinia

-        Forum Terzo Settore

-        Sant’Eustachio il caffè

 

Lo spot promozionale del Concorso è stato realizzato dal regista e produttore Cristiano Bortone, convinto sostenitore dell’iniziativa. 

 

Libertà e Giustizia vuole dare un senso positivo all’insoddisfazione che cresce verso la politica, trasformandola in partecipazione e proposta, creare occasioni di approfondimento e consapevolezza dei fatti fondamentali che stanno mettendo in crisi la nostra democrazia

È nata da Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi ed altri garanti. Presidente è Sandra Bonsanti, onorario è Gustavo Zagrebelsky, già presidente della Corte Costituzionale.

 

e-mail: redazione@leg-roma.org

web: www.leg-roma.org

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Fondato nel 1992, ARCIPELAGO – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini è un progetto in progress il cui scopo è ricercare e recepire a livello internazionale le spinte più originali e i linguaggi più innovativi che si agitano all’interno dei formati audiovisivi fuori standard – a cominciare dai cortometraggi e comprese le opere che appartengono al nuovo “dominio digitale” e agli sconfinati paesaggi immateriali del Web. La sua spiccata vocazione alla ricerca di nuovi talenti si è espressa – nel corso degli anni – nella scoperta di registi oggi ormai noti al grande pubblico, tra cui Pappi Corsicato, Roberta Torre, Edoardo Winspeare, Alessandro Piva, Eugenio Cappuccio e, più di recente, Claudio Noce (Good Morning Aman).

 

 

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Babel -Tutti i colori dell’Italia – (www.babel.tv <http://www.babel.tv> )

Babel, il primo canale televisivo dedicato ai “nuovi Italiani,” nasce l’8 novembre 2010 in esclusiva su Sky.  Babel è una guida dell’Italia e una finestra aperta sulle storie delle persone provenienti da tutto il mondo che vivono nel nostro paese. Il prime time di ogni giornata è dedicata a una di cinque regioni: America Latina, Europa 27, Asia, Europa Extra e Africa. Il weekend viene riproposto il meglio della settimana con due appuntamenti originali nel prime time, BabzineCult il Sabato sera ed Edizione Limitata, l’intrattenimento intelligente di Babel, la domenica. Babel è anche una community online di persone che condividono storie e collaborano alla produzione televisiva con i propri commenti e contributi.

Babel è in onda in esclusiva su Sky, canale 141.

L’editore di Babel è TheBlogTV Spa.

 

 

Info Concorso: Orisa Produzioni srl, via Ostilia, 31 00184 Roma 0639750996-64

concorso@leg-roma.org

Stampa e Comunicazione: Barbara Perversi +39.347.9464485 – barbara.perversi@gmail.com

 

Sospinti dai venti e dalle piogge di giugno volano i calcinacci, si sgretolano mura di certezze costruite in questi anni. Non c’è più nulla di granitico nella maggioranza. Il governo non ha i voti per la normale amministrazione, si moltiplicano summit notturni, i politici dello stretto giro berlusconiano cercano simpatia e comprensione.

Non sanno che pesci prendere, nemmeno le sedute spiritiche offrono conforto.

Non hanno più un orizzonte politico, solo un mucchio di interessi privati che rischiano di saltare.

Noi che siamo stati e siamo all’opposizione, noi società civile potremmo essere stanchi dalla lunga corsa senza soste. Alle spalle abbiamo mesi di mobilitazione di ogni genere: la piazza, le strade della democrazia, gli incontri con decine di migliaia di cittadini, gli appelli, le firme, i manifesti, i volantini.

Nella lunga notte della Repubblica non c’è stato concesso alcun riposo, né fisico né mentale. Davide contro Golia.

Tra poche ore, i referendum. Il più efficace strumento di democrazia diretta. Hanno cercato con tutti i mezzi di scipparlo e non ci sono riusciti. Sperano che non ci sarà il quorum. Noi dobbiamo dimostrare ancora una volta che non possono trascinare la nostra democrazia nella loro rovinosa caduta.

Il viale del tramonto è tutto di questa maggioranza di destra, delle loro urla, delle menzogne, dell’arroganza, dell’ignoranza. Tramonta quella politica che ha generato allarme in tutto il mondo civile: il regime mediatico che come un orologio rotto si è bloccato al tempo delle “cassette” e del cerone sul viso.

Andiamo tutti a votare il 12 e il 13. Quattro sì. Andiamoci presto domenica mattina e dimostriamo all’Italia che il quorum si può raggiungere, si deve raggiungere.

Oggi è il tempo delle sorprese, delle novità, delle cose che prima non accadevano e ora possono accadere, dei miracoli a Milano, a Napoli, a Cagliari e in tutta Italia.

Stanchi? Nemmeno per sogno.

 di Giuseppe Giulietti

 “Basta polemiche, se vogliono lasciare la Rai sarà una loro decisione spontanea…”, così il cinico amico cerchiobottista ha liquidato la notizia, data dal Fatto, della possibile uscita dalla Rai di Santoro, di Travaglio, di Vauro, di Ruotolo, di tutta la squadra di Annozero, di Fabio Fazio, di Roberto Saviano, di Serena Dandini, di Giovanni Floris, di Milena Gabanelli o almeno di alcuni di loro. In realtà si tratta non di uscite spontanee, ma di possibili uscite “spintanee”. Non è proprio la stessa cosa. Sarà una casualità ma tutti quelli che sono vicini all’uscio risultavano e risultano nelle liste di proscrizione dei Berlusconi e dei Romani. Quei nomi stavano nei tabulati delle telefonate intercettate dai giudici di Trani. Appena poche ore fa il presidente editore aveva organizzato una cenetta a Palazzo Grazioli con i consiglieri Rai della destra. Una fuga di notizie lo aveva costretto a sparecchiare la tavola, ma qualche ora dopo aveva ripreso a tuonare contro Santoro e contro “quelli che gli avevano fatto perdere le elezioni a Milano”. Come faranno a spingere fuori da viale Mazzini quelli e quelle che non gli piacciono? Basterà ritardare i contratti, cominciare a discutere gli orari, chiedere qualche rotazione, sibilare qualche nuova minaccia, cacciare i direttori di Rai 2 e di Rai 3, insomma basterà promuovere una rinnovata campagna di mobbing contro i migliori talenti aziendali. E perchè mai costoro dovrebbero restare in un’azienda che li odia, che non li vuole perchè così ordina il proprietario dell’azienda concorrente? Se alcuni di loro preferiranno La7, sarà la definitiva sconfitta di quel poco che resta del sevizio pubblico. E chi pagherà per tutto questo? La signora Lei avrà scelto di proseguire sulla strada già tracciata da Masi e di conseguenza sarà solo e soltanto l’ultima direttrice generale di Salò, del regime morente. Ci auguriamo di aver letto male, anzi speriamo che sia il Fatto, sia Articolo 21 abbiano davvero ricevuto informazioni ” false e tendenziose”, anzi, non chiediamo di meglio che essere smentiti. Perchè mai il presidente e la direttrice generale non ci regalano un bel comunicato congiunto che potrebbe suonare più o meno così: “Tutte le notizie apparse in relazione ai nuovi organigrammi e ai nuovi palinsesti sono destituite da ogni fondamento, anzi, sono offensive perchè tra i nomi indicati ci sono persone assolutamente inadeguate ai ruoli indicati. Allo stesso modo appare indecoroso che si possa solo pensare che il servizio pubblico possa rinunciare ad alcuni dei suoi programmi più prestigiosi solo per obbedire ai comandi del proprietario dell’azienda concorrente. Trascineremo in tribunale chiunque abbia solo osato coltivare un simile pensiero criminale e perverso”. Restiamo in attesa della posta, eventualmente andrebbe bene anche una cartolina! Dal consiglio di amministrazione convocato per lunedì prossimo ci attendiamo invece una risposta rigorosa al richiamo dell’Autorità che ha chiesto alla Rai di porre fine all’oscuramento dei referendum, in particolare ad opera del Tg1 e del Tg2. Che strano, i nomi dei censori non fanno parte dell’elenco di coloro che dovranno essere accompagnati alla porta di Viale Mazzini. Perchè mai? In attesa dei futuri misfatti, abbiamo già chiesto agli avvocati di Articolo 21 di preparare le denunce alla Corte dei conti, al tribunale, alla Commissione europea. Ci provino a imbavagliare i giornalisti sgraditi e ad oscurare la pubblica opinione. Non hanno neppure idea di quali e quante azioni scateneremo sino a quando anche i nuovi mazzieri non saranno accompagnati alla porta. (pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”)

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